TUNNEL CARPALE: L’influenza della Tecnologia

INDICE:

  1. Introduzione
  2. Tre domande e risposte
  3. Esercizi utili per casa

1.INTRODUZIONE

Per molti lavoratori, soprattutto artigiani o chi svolge un lavoro prettamente manuale, le mani sono l’unico patrimonio che posseggono. E gli altri? Chi svolge un lavoro prettamente d’ufficio come un informatico oppure un designer è da considerare alla pari di un artigiano, pertanto anch’egli soggetto a rischio di patologie del polso e della mano, c’è da chiedersi quindi quanto la tecnologia influisca su tali patologie.

Abbiamo studiato nel capitolo precedente (se te lo sei perso ti invito a sbirciare cliccando QUI) che le patologie del polso e della mano sono atraumatiche nel 90% dei casi. Per tutti gli altri si tratta di patologie degenerative da dividersi tra lavori usuranti e invecchiamento biologico che porta a fenomeni artrosici.

Di sicuro quando parliamo di dolori a polso e mano il re indiscusso è il Tunnel Carpale. Al tunnel carpale sono attribuiti ogni genere di sintomi disturbanti del polso, dal mero fastidio al formicolio alle dita: ogni dolore è il tunnel carpale. La realtà è che finché non è un medico ad effettuare la diagnosi non lo scoprirete mai.

2. TRE DOMANDE E RISPOSTE

  • L’uso dei computer e degli smartphone aumenta il rischio di sindrome da tunnel carpale?

Vero, se pensi alla posizione che assumono la mano e le dita mentre si scrive al PC o mentre si manda un messaggio è facile pensare così. Non è proprio fonte primaria di malattia ma sicuramente non è una posizione ergonomica, per arrivare a tale condizione occorre utilizzare apparecchi specifici come mouse sagomati o tastiere modellate per non risultare eccessivamente traumatiche dopo tante ore in ufficio. Quindi, semplificando il tutto è possibile affermare che la tecnologia, alla pari di altri mestieri manuali, può essere un fattore di comparsa del tunnel carpale.

  • Solo l’intervento chirurgico può alleviare il dolore?

La via chirurgica è la più efficiente in termini di eliminazione del problema e comparsa di recidive e i casi di insuccesso sono un’eccezione; molti pazienti riescono a ristabilirsi senza imprevisti e senza sessioni di fisioterapia lunghissime. Tuttavia non è l’unica soluzione. Nel caso di disturbi moderati, indicativamente nella fase irritativa o compressiva, l’utilizzo di ortesi come tutori (vedi foto) o terapie fisioterapiche atte a sfiammare la zona possono donare buoni risultati. Nella prima fase, quella irritativa per intendersi, ci possono essere due consigli evergreen: riposo per chi riesce e impacchi di ghiaccio per alleviare la sensazione dolorosa.

  • Si può prevenire?

Sicuramente si, l’intrappolamento del nervo mediano non è praticamente mai un fattore traumatico quindi la prevenzione è molto importante per le categorie a rischio. In alcuni casi il problema sta nella forza che si esercita nell’attività lavorativa, riuscire quindi a svolgere l’attività senza un grande dispendio di forza può prevenire il problema;  considera anche che nei primi periodi in cui ci si appresta a svolgere un’attività manuale si ha un dispendio di forza maggiore al dovuto (definito coordinazione grezza), in un successivo momento la tecnica si affina e la fatica muscolare si riduce.

Qualora venisse diagnosticato il tunnel carpale occorre tenere presente che l’uso del PC potrebbe non essere la causa principale in quanto fattori anatomici, storia familiare o altre patologie quali diabete, artrite reumatoide, obesità, possono essere fattori assai più gravi e urgenti da risolvere per ottenere benefici riflessi per il tunnel carpale. Nel caso poi non si volesse tentare la via della terapia conservativa prima di procedere all’intervento chirurgico ecco qualche consiglio utile

  • Adotta attrezzature ergonomiche e tutori. Molti dipendenti d’ufficio ignorano l’importanza dell’ergonomia nei propri PC quindi la prima strategia adottabile e che possa dare risultati in breve tempo è l’utilizzo di mouse ergonomici (definiti mouse verticali) oppure adottare una piastra touch in aggiunta a tastiere ergonomiche per consentire uno scarico al polso e muovere più agilmente e con meno sforzo  le dita.

Per quanto riguarda i tutori invece si indossano di solito per la notte per consentire un riposo tranquillo.

  • Correggi la postura. Sia durante l’attività che nella vita di tutti i giorni la postura è fondamentale e sicuramente non serviva un articolo per accorgertene.  Normalmente la postura è sempre un atteggiamento fisico che ogni persona assume per rimanere in equilibrio con se stessa e con il mondo che la circonda; nel caso ci si trovi nella situazione di dolore al polso tendente alla cronicizzazione urge correggere tale atteggiamento, non solo specifico del polso ma anche di zone apparentemente distanti dal problema come spalla e collo. Se si volesse migliorare la postura in toto allora il trattamento di Rieducazione Posturale Globale (RPG) si rivela un buon alleato per tale scopo.
  • Muovi e rinforza. Sembra uno slogan per di una palestra fitness ma è una gran bella verità:  il movimento aiuta ad alleviare fastidi e ne previene la ricomparsa. Ovviamente senza eccedere nel carico e nelle ripetizioni altrimenti invece che essere allenante diventa usurante, la gradualità è uno dei cardini dell’esercizio fisico per la buona salute.  Nel capitolo successivo vediamo qualche esercizio semplice per casa.

Nota bene: prendi questi consigli come a titolo informativo e non come terapia, per quella rivolgiti ad un professionista del settore.

3. ESERCIZI UTILI PER CASA

Occorre fare una premessa in quanto l’articolazione del polso può essere considerata come unità funzionale associata al gomito, quindi qualche movimento potrebbe coinvolgere anche l’articolazione del gomito. Questi esercizi potrebbero diventare una salutare routine da eseguire per alleviare i fastidi ai polsi e perché no rinforzare il distretto.

Allungamenti e mobilizzazioni: tutti gli esercizi vengono eseguiti nella posizione di quadrupedia, o posizione del gatto.

  • Flessori: tenendo i gomiti tesi e le mani ben salde a terra con i palmi che toccano il pavimento e le dita che guardano:
  • avanti portando il peso avanti e indietro,
  • dietro portando il peso avanti e indietro,
  • esternamente portando il peso destra e sinistra,
  •  internamente portando il peso destra e sinistra.
  • Estensori: tenendo i gomiti tesi e le mani ben salde a terra con i dorsi che toccano il pavimento e le dita che guardano:
  •  avanti portando il peso avanti e indietro,
  • dietro portando il peso avanti e indietro,
  • internamente portando il peso a destra e sinistra,
  • esternamente portando il peso a destra e sinistra.

  • Per aumentare la propriocezione: tenendo i gomiti tesi e le mani ben salde a terra con i palmi che toccano il pavimento e le dita che guardano avanti effettuo degli spostamenti di peso in tutte le direzioni. Attenzione: le dita e i palmi non devono mai staccarsi dal pavimento, il peso del corpo, spostandosi, crea una differenza di pressione nelle varie aree della mano, concentrati su quelle sensazioni.

Rinforzo: tutti gli esercizi vengono eseguiti nella posizione di quadrupedia, o posizione del gatto.

  • Tenendo i gomiti tesi e appoggio solo le dita come se fosse un pugno con i palmi che si guardano [step 1]; lascio cadere i dorsi verso l’esterno [step 2], a questo punto devo usare la forza dei polsi per tornare dalla posizione 2 alla posizione 1. Considera che più peso metti sulle mani più difficoltoso sarà “chiudere il pugno”.
  • Porto entrambe le mani leggermente più avanti delle spalle e tenendo i gomiti tesi e le mani ben salde a terra con i palmi che toccano il pavimento e, con le dita che guardano avanti, cerco di sollevare i palmi. Considera che più peso metti sulle mani più difficoltoso sarà “staccare i palmi”.

Riscaldamento e buone abitudini:  sono piccoli esercizi da poter eseguire sempre, anche al lavoro, magari durante una breve pausa:

  • Freccia-Uncino-Tavolo-Pugno (vedi foto)
  • Apri e chiudi le dita, questo movimento risulta simile ad un pompage autoindotto
  • Pollice tocca dita, sensibilizza le falangi e aumenta la coordinazione

[FONTI IMMAGINI: D. A. Neumann, Kinesiology of the musculosketal system. Foundations for rehabilitation, s.l., MOSBY ELSEVIER (2010), Second edition.]