La tecarterapia

1. Visione d’insieme

La tecarterapia è una particolare termoterapia endogena che utilizza frequenze comprese tra 0.45MHz -0,6MHz (onde radio nella banda MF). L’acronimo T.E.CA.R. è traducibile in italiano come Trasferimento energetico capacitivo resistivo.

Nata successivamente la Marconi e la Radar terapia, abbandona il metodo di erogazione ad antenna tipico della radar terapia, riprendendo il concetto dell’elettrodo bipolare a condensatore già utilizzato nella diatermia a onde corte (Marconi terapia), riuscendo a disporre di una frequenza più penetrante.

Il macchinario è costituito da:

• Un generatore di onde corte (macchinario di tecarterapia)

• Elettrodi opportunamente studiati ed a oggi resi più ergonomici (manipoli e piastra neutra, che chiude il circuito elettrico).

Il meccanismo riprende il sistema fisico del condensatore, ossia un immagazzinamento di energia in un campo elettrostatico per mezzo di un componente elettrico. E’ composto da due armature contrapposte  definiti elettrodi del condensatore, i conduttori, e da un dielettrico interpostodefinito resistenza, rappresentata dallo stesso corpo umano che si può inserire all’interno del circuito o fungere da isolante a seconda delle modalità di utilizzo della tecar (resistivo nel primo caso, capacitivo nel secondo). Collegando il condensatore a un generatore di differenza di potenziale si realizza il passaggio di corrente, che trasferisce energia che attraversa il tessuto da trattare. All’interno del tessuto si crea una migrazione di cariche ioniche verso i poli opposti degli elettrodi contrapposti: per effetto joule si crea innalzamento della temperatura localizzato in prossimità del dielettrico (manipolo), mediante energia termica generata in seno al tessuto dalle correnti ioniche. Si ha dunque per obiettivo la riattivazione dei naturali meccanismi riparativi ed antinfiammatori senza produzione di energia radiante dall’esterno, in tal modo si ha la sicurezza che l’energia somministrata sia per biocompatibile. Nel trattamento tecar si possono individuare 2 macro sistemi di lavoro (capacitivo/resistivo)  e 2 tipi di armature (1° specie metalliche ricoperte da ceramica/2°specie metallica e tessuti biologici).

Ragionando quindi per spostamento di correnti notiamo 3 effetti:

  1. Effetto biochimico: riequilibrio del potenziale elettrico della membrana cellulare ed incremento del metabolismo strutturale delle cellule dovute al richiamo di sangue ricco di ossigeno e di conseguenza un aumento di velocità di flusso che facilita il drenaggio linfatico.
  2. Effetto termico: come detto prima per effetto Joule prodotto dallo spostamento delle correnti elettriche si ha un’iperemia locale profonda ed omogeneamente diffusa che facilita il rilascio muscolare.
  3. Effetto meccanico: aumentando la velocità di scorrimento dei fluidi consente il drenaggio della stasi emolinfatica e tonifica le pareti muscolari.

Il sistema Tecar nel suo complesso offre il grande vantaggio di poter agire “in profondità” incrementando la temperatura dall’interno verso l’area che si vuole trattare senza che la cute sia per forza attraversata da qualsiasi forma di energia (occorre però porre particolare attenzione in quanto un uso sconsiderato di tale modalità potrebbe comportare danni tissutali irreparabili). Agendo localmente consente di escludere zone in cui vi siano controindicazioni, inoltre risulta totalmente innocuo anche in presenza di protesi e altri mezzi di sintesi.

Riassumendo la Tecar presenta 4 grandi azioni terapeutiche:

  • Azione analgesica e sedativa
  • Azione decontratturante
  • Azione stimolante tissutale
  • Azione vasomotoria

2. Sistema capacitivo e sistema resistivo

La tecar terapia si associa a due sistemi piuttosto diversi tra loro per modalità di utilizzo e finalità: modalità capacitiva e modalità resistiva; queste due modalità (o sistemi) agiscono in modo selettivo e complementare.

Sistema Capacitivo

Target: muscoli, tessuti molli e vasi

La coppia di elettrodi metallici, posizionati in contrapposizione e collegati al generatore di radiofrequenza, è composta da:

• un elettrodo attivo: rivestito di materiale isolante (ceramica o sostanza elettricamente equivalente) che costituisce il dielettrico, armatura di 1° specie;

• una piastra di ritorno: assieme al tessuto biologico sottostante costituisce l’armatura di 2° specie.

Con il passaggio delle onde, le cariche elettriche si concentrano in prossimità del dielettrico, con conseguente riscaldamento delle strutture sottostanti:

  • rilassa la muscolatura
  • maggiore elasticità ai tessuti
  • vasodilatazione superficiale

NB: La piastra di ritorno va mantenuta fissa, mentre e necessario muovere manualmente l’elettrodo erogatore con massaggio circolare o lineare per evitare surriscaldamenti.

In base alla potenza erogata possiamo individuare diversi effetti:

  • Effetti  a basso livello, 50-100W, Atermica: non ha dissipazione endotermica, si ottiene una biostimolazione cellulare piuttosto elevata per aumento dell’attività metabolica e del microcircolo per aumentare il consumo di ATP e del consumo di ossigeno. Inoltre ha un forte effetto antalgico per azione diretta sui nocicettori e incremento secrezione endorfine.
  • Effetti a medio livello, 100W-200W, Moderatamente termica: si ha un incremento della temperatura interna nella zona controllata dall’elettrodo attivo isolato definibile come effetto termico con una vasodilatazione del microcircolo (locale); aumentano gli scambi metabolici e quindi il flusso ematico locale ed incremento dell’ossigenazione, effetto biostimolante.
  • Effetti ad alto livello, 200-300W, Fortemente termica: risultato abbastanza intuibile è una vasodilatazione ed aumento di flusso emolinfatico importanti ma scarso effetto biostimolante.

Sistema Resistivo

Target: osso, tendini, aponevrosi e legamenti

La coppia di elettrodi metallici, posizionati in contrapposizione, sono entrambi di 2°specie (metallo e cute e muscoli). Il dielettrico e rappresentato dal tessuto biologico a più alta resistenza, con componente di connettivo preponderante.

NB: La piastra di ritorno è fissa, così come l’elettrodo attivo tranne nei casi di trattamenti specifici per l’articolazione che necessita di mobilizzazione, proprio perché il calore arriva più in profondità e l’innalzamento termico cutaneo e limitato, per cui non serve mobilizzare l’elettrodo.

Anche in questo caso la potenza erogata cambia gli effetti sul target:

  • Effetti a basso livello, 50-100W,  Atermica: le cariche si concentrano nella zona di massima resistenza.
  • Effetti a medio livello, 100-200W,  Moderatamente termica: si ha una maggiore quantità di cariche nell’area più resistiva con maggiore incremento della temperatura e coinvolgimento “tridimensionale” dell’osso che viene coinvolto maggiormente nello scambio di cariche.
  • Effetti ad alto livello, 200-300W, Fortemente termica: si ha un’ ulteriore concentrazione di cariche di cariche nella zona più resistiva ed un ulteriore aumento della temperatura.

3. Modalità di trattamento

INDICAZIONICONTROINDICAZIONI
Contratture e lesioni muscolari  Presenza di pacemaker o protesi acustiche
Tendinopatie  Alterazioni della normale coagulazione del sangue
Patologie traumatiche delle articolazioni (esempio abbastanza comune: distorsioni di caviglia)Neoplasie
Lombalgie acute e croniche  Presenza di sostanze plastiche (esempio polietilene)
Osteoartrosi  Presenza di oggetti metallici: relativo alle armature di 2° specie in quanto l’elettrodo diventerebbe pericoloso
Patologie venose e linfatiche  NB: La scelta della modalità capacitiva o resistiva e il livello energetico è di competenza del medico

Effetti generici del trattamento:

Gli effetti biologici della tecarterapia sono quelli tipici della termoterapia endogena:

  • Antalgico per reazione diretta sui nocicettori e produzione di endorfine
  • Riduzione contratture e rigidità muscolari
  • Aumento elasticità del tessuto connettivo
  • Stimolazione sistema immunitario cellulare
  • Iperemia profonda che porta a: aumento afflusso di ossigeno e di altre sostanze che hanno effetti riparativi ai tessuti lesi, pulizia dai cataboliti tossici, aumento della velocità di riassorbimento di edemi e versamenti.

Come si sviluppa il trattamento:

Una volta valutata l’area da trattare e la sensibilità del paziente, la Tecarterapia viene eseguita in maniera semplice e sicura; unita alle terapie manuali la Tecar agisce attraverso i vari tipi di elettrodi di differenti dimensioni secondo il tessuto o la zona da trattare. I livelli energetici possono essere regolati e personalizzati in base alle caratteristiche del paziente al fine di ottenere una distribuzione molto omogenea della temperatura all’interno dei tessuti. Accelerare l’attività del massaggio richiamando energia dall’interno dei tessuti permette al terapista di amplificare gli effetti del trattamento manuale sia in fase acuta che cronica.

Potendo concentrare l’intervento su una tipologia di tessuto possiamo costruire un programma di cure dettagliato articolato in 3 fasi:

  • Fase capacitiva preliminare: questa fase ha l’obiettivo di distendere i tessuti e migliorare l’estensibilità della muscolatura, prepara il sistema al trattamento.
  • Fase resistiva intermedia: agisce in profondità sui tessuti ossei e fibroconnettivali, riattivando i processi metabolici.
  • Fase capacitiva finale: serve a rivitalizzare la muscolatura ipotrofica da impotenza funzionale recuperando il tono muscolare.

La zona da trattare viene ricoperta da uno strato di gel specifico ad alta conducibilità, per rendere omogeneo il contatto dell’elettrodo attivo  (premere tanto da avere un completo contatto elettrodo-cute) e facilitarne lo scorrimento.

Si utilizza un elettrodo attivo (da 19-115mm di diametro) in contrapposizione ad uno di ritorno (16.5x10cm- 25x20cm). Si sceglie la grandezza dell’elettrodo in funzione della grandezza dell’area da trattare e dalla potenza di erogazione utilizzata. Nel sistema capacitivo, l’elettrodo viene mobilizzato manualmente in maniera circolare, alla velocita di un circolo ogni 1-2 secondi, per favorire la dispersione termica dei tessuti. Nella modalità resistiva l’elettrodo resta fisso. La durata del trattamento dipende dall’area da trattare, dalle dimensioni dell’elettrodo (diminuendo le dimensioni si aumenta il tempo) e dalla modalità di erogazione. Il numero di sedute varia da 10 a 20 a cadenza giornaliera o a giorni alterni.

Come tutte le termoterapie è consigliata in fase subacuta o cronica, pertanto è consigliabile iniziare il trattamento almeno dopo 24-48 ore dall’evento acuto privilegiando la funzione Atermica della Tecarterapia.