Occlusione dentale e postura

Secondo la matematica non lineare è possibile ottenere grandi variazioni con piccoli segnali. Ma cos’hanno in comune un costrutto matematico e la postura dell’essere umano? Semplice, la malocclusione, cioè i casi in cui la dentatura non è posizionata in modo corretto: minime alterazioni possono risultare rilevanti sul funzionamento complessivo di un sistema. Come anticipato, si tratta di una relazione di tipo non lineare, perciò non tutte le persone con problematiche occlusali presenteranno quadri posturali alterati e, sempre secondo questo principio, difficilmente si incontrano le stesse alterazioni in pazienti diversi. Facciamo qualche esempio per capire meglio come funziona questo fenomeno.

Capita che alcune persone abbiano i denti troppo corti o lunghi. In questi casi i muscoli masticatori agiscono in modo asimmetrico e con intensità superiore a quella fisiologicamente necessaria. La mandibola agisce un movimento torsivo che stimola i recettori presenti in gran numero all’interno della fossa mandibolare. Questa sollecitazione può generare sensazioni dolorose a livello dell’articolazione temporo-mandibolare. L’eccesiva tensione e il dolore, prolungati nel tempo, favoriscono compensi e modificazioni posturali, in questo caso provocando un sollevamento di una spalla.

In altri casi, è presente eccessivo spazio tra le arcate, con un’arcata “più avanti” dell’altra. I centri cerebrali sono programmati per mantenere uno spazio libero di circa 2 millimetri tra i denti quando siamo a riposo, con la bocca chiusa. Nel caso in cui questo spazio sia maggiore, i muscoli masticatori restano perennemente in tensione per colmare questo divario facendo leva sulla terza vertebra toracica. Questo produce uno spostamento del capo in avanti, che permette alle arcate dentarie di avvicinarsi riducendo il lavoro dei muscoli masticatori. A sua volta, si sposterà anche il baricentro corporeo, con una conseguente alterazione posturale globale.

Se, al contrario, è presente una diminuzione dello spazio libero, si attivano i muscoli posteriori della colonna cervicale, facendo arretrare il capo per distanziare le arcate dentarie. Il baricentro subirà uno spostamento posteriore che agirà sulla colonna alterando la verticalità dei segmenti corporei che si tradurrà in un’alterazione posturale.

Come capire se la nostra occlusione dentale sta influenzando negativamente la nostra postura? Questi sono alcuni dei sintomi più comuni:

  • dolore alle orecchie;
  • rumori articolari nell’aprire o chiudere la bocca;
  • cefalea (mal di testa);
  • cervicobrachialgia (formicolio o scosse agli arti superiori);
  • dolori lombari o dorsali

La diagnosi avviene attraverso l’esame clinico dello specialista: il dentista (parlane con lui) valuterà quale intervento sia più indicato, per esempio il bite (non un bite fai da te, ma uno studiato apposta per te). Successivamente, il trattamento osteopatico e alcuni specifici esercizi di rieducazione saranno di grande aiuto.

La sottile relazione tra occlusione e postura è un sistema complesso e delicato, che richiede competenza ed esperienza per essere individuato e trattato al meglio!

Articolo ad opera di Giuseppe Dello Russo (@homalequi su Instagram).

Per approfondimenti:

M. Lastrico, Biomeccanica Muscolo-Scheletrica e Metodica Mèziéres. Marrapese Editore, Roma.

I. A. Kapandji, Anatomia Funzionale. Monduzzi Editore.