Muscoli e movimenti del rachide cervicale

INDICE:

  1. Introduzione
  2. Muscoli della colonna cervicale
  3. Movimenti della colonna cervicale

1. INTRODUZIONE

Il tratto cervicale è di sicuro la parte più mobile di tutta la colonna vertebrale, ma al tempo stesso anche la più delicata. La colonna cervicale insieme ai muscoli del collo formano un struttura perfetta che provvede ai movimenti del capo in tutte le direzioni permesse e alla sua stabilità. Parecchi muscoli del collo sono molto piccoli e impossibili da palpare, ma nonostante questo le loro azioni sono importanti per l’allineamento e la corretta postura di capo e collo.

La posizione anatomica (normale) del capo viene definita secondo un piano detto “piano di Francoforte”, che passa dal bordo superiore del canale uditivo, al bordo inferiore dell’occhio. La posizione del collo, invece, è in leggera curvatura anteriore (lordosi cervicale).

2. MUSCOLI DELLA COLONNA CERVICALE

Vediamo ora i muscoli che permettono i movimenti del collo e del capo.

Muscoli flessori del collo

  • LUNGO DEL COLLO: questo muscoli si compone in tre parti: la parte inferiore va dalla superficie anteriore delle prime 3 vertebre toraciche fino alle apofisi trasverse della 5° e 6° vertebra cervicale. La parte intermedia origina dalla 6° e 7° cervicale e dalle prime 3 vertebre toraciche per inserirsi su C2 C3 C4. La parte superiore infine origina dai processi trasversi della 3° 4° 5° vertebra cervicale andandosi poi ad inserire sul tubercolo anteriore dell’atlante. L’azione di questo muscolo può avvenire assieme al lungo del collo contro-laterale flettendo così il collo, oppure può avvenire isolatamente (specie della parte inferiore) flettendo lateralmente il collo dalla stesso lato e ruotando il collo dalla parte opposta, in supporto allo sternocleidomastoideo. Innervazione: rami primari anteriori C3, C4, C5, C6
  • STERNOCLEIDOMASTOIDEO: origina da due capi, quello sternale che, tramite un piccolo tendine, parte dalla superficie antero-superiore del manubrio dello sterno, e il capo claveare, che tramite un tendine più largo origina dalla parte superiore della clavicola, vicino all’articolazione con il manubrio. L’inserzione avviene a livello della superficie laterale del processo mastoideo dell’osso temporale tramite un robusto tendine. L’azione principale di questo muscolo è quella di inclinare il capo dallo stesso lato dello sternocleidomastoideo contratto, e allo stesso tempo lo ruoto del lato opposto. I due muscoli quando si contraggono contemporaneamente flettono il capo. Quando il tronco è stabilizzato questo muscolo può anche estendere il capo grazie soprattutto alle sue fibre posteriori. Innervazione: nervo spinale (porzione accessoria) C2-C3.
  • SCALENO ANTERIORE: questo muscolo si trova davanti agli altri due scaleni (medio e posteriore) ed origina dalle apofisi trasverse della 3°, 4°, 5°, 6° vertebra cervicale per poi inserirsi sul tubercolo dello scaleno situato sul margine interno della 1° costa. La sua azione isolata porta alla flessione laterale del collo e ad una piccola rotazione, mentre la contrazione di tutti e due gli scaleni anteriori porta una flessione del collo. Può anche partecipare all’inspirazione sollevando la 1° costa. Innervazione: rami ventrali C4, C5, C6.

Muscoli flessori del capo e/o del collo

  • LUNGO DEL CAPO: origina dalle apofisi trasverse della 3°, 4°, 5° e 6° vertebra cervicale inserendosi a livello della base dell’osso occipitale (sulla linea mediana). Con la sua azione flette il capo e la porzione superiore della cervicale sul collo. Innervazione: rami primari anteriori di C1, C2, C3.
  • RETTO ANTERIORE DEL CAPO: è un piccolo muscolo che origina dalla faccia anteriore della porzione laterale dell’atlante, e si inserisce a livello dell’occipite (parte basilare). L’azione principale di questo muscolo è quella di stabilizzare l’articolazione atlo-occipitale e inoltre permette di flettere il capo sul collo. Innervazione: rami primari anteriori di C1 e C2.
  • STRENOCLEIDOMASTOIDEO

Muscoli flessori laterali del collo

  • SPLENIO DEL COLLO: origina dalle apofisi spinose della 3°, 4°, 5° e 6° vertebra toracica e si inserisce sui processi trasversi delle prime 3 vertebre cervicali. Da solo, questo muscolo, svolge l’azione di flessione laterale e rotazione di pochi gradi dallo stesso lato. L’azione di estensione del collo avviene durante la contrazione simultanea di entrambi i due muscoli. Innervazione: rami dorsali di C5, C6, e C7.
  • SCALENO MEDIO: origina dalle apofisi trasverse di C2, C3, C4, C5, C6, C7 (e a volte anche C1) e si inserisce sulla faccia superiore della prima costa. Tra questo muscolo e lo scaleno anteriore passa il plesso brachiale e l’arteria succlavia, infatti un restringimento di questo spazio potrebbe causare un dolore noto come “stretto toracico” (scopri quali sono le altre patologie che possono colpire la cervicale cliccando QUI). La sua azione è quella di flettere lateralmente il collo quando agisce unilateralmente, ed è molto importante anche per la stabilità del collo e durante l’inspirazione elevando la 1° costa. Innervazione: rami ventrali tra C3 e T1.
  • SCALENO POSTERIORE: origina dai processi trasversi delle vertebre cervicali (C4) C5, C6, C7 e va ad inserirsi sulla porzione superiore della 2° costa. La sua azione è quella di flettere lateralmente il collo e stabilizzare la 2° costa durante i movimenti respiratori. Innervazione: rami primari anteriori di C6, C7, T1.
  • SCALENO ANTERIORE

Muscoli flessori laterali del capo e/o del collo

  • SPLENIO DEL CAPO: situato in profondità rispetto allo sternocleidomastoideo, al trapezio e ai romboidi, origina dai processi spinosi di C7, T1 e T2 e si inserisce sulla linea nucale e sul processo mastoideo. Svolge l’azione di estensione della testa, determinando anche una flessione laterale ed una lieve rotazione dallo stesso lato quando agisce da solo. Agendo in contemporanea con l’altro splenio del capo si ottiene la vera estensione del capo. Innervazione: rami dorsali di C3, C4 e C5.
  • TRAPEZIO (PORZIONE SUPERIORE): di questo muscolo se ne parlerà meglio nell’articolo sui muscoli della colonna dorsale, ma a suo modo è coinvolto anche nei movimenti del capo grazie alla sua origine che avviene a livello del terzo mediale della linea nucale superiore, legamento nucale, dalla protuberanza occipitale e dai processi spinosi della 7° vertebra cervicale e di tutte le vertebre toraciche. Si inserisce a livello del margine posteriore della parte esterna della clavicola, sul margine mediale dell’acromion e sulla spina della scapola. La porzione superiore viene considerata quella compresa tra la linea nucale e T1-T2. La sua azione a livello cervicale è quella di estendere, ruotare e inclinare lateralmente la testa e la colonna cervicale dallo stesso lato. Innervazione: nervo accessorio, rami ventrali C3, C4 e rami dorsali dorsali da C3 a C12.
  • SACROSPINALE: anche questo muscolo verrà trattato in maniera più approfondita nei prossimi articoli. Viene definito “erettore della colonna vertebrale” ed è una struttura complessa molto potente. Origina dalla zona lombare con un largo tendine che coinvolge le apofisi spinosi di T11 fino a L5, alla cresta sacrale e ai legamenti del sacro, alla tuberosità iliaca e al labbro interno della cresta iliaca. Da questa origine le fibre muscolari si dividono in tre “colonne”, o meglio muscoli, parallele, che sono i muscoli ileocostale, lunghissimo e spinale. Innervazione: rami primari posteriori.
  • L’ileocostale del collo a livello cervicale origina medialmente dalle digitazioni toraciche (sulle coste da T3 a T6) per inserirsi sui processi trasversi di C4, C5, C6 e C7.
  • Il lunghissimo del collo va dai processi trasversi compresi tra T6 e T1 fino ai processi trasversi compresi tra C2 e C6.
  • Il lunghissimo del capo origina dai processi trasversi da T1 a C4 per inserirsi sul lato posteriore del processo mastoideo.
  • Lo spinale del collo e del capo sono muscoli poco sviluppati che spesso si fondono con muscoli adiacenti.
  • RETTO LATERALE DEL CAPO: questo muscolo corto, origina dalla parte superiore dei processi trasversi dell’atlante (C1) per inserirsi poi sul processo giugulare dell’osso occipitale. La sua azione è quella di flettere lateralmente il capo e di stabilizzare l’articolazione atlo-occipitale. Innervazione: rami ventrali C1 e C2.
  • STERNOCLEIDOMASTOIDEO

Muscoli estensori del collo

  • ELEVATORE DELLA SCAPOLA: decorre superficialmente ai muscoli estensori. Origina dai processi trasversi delle prime quattro vertebre cervicali e si inserisce sul margine mediale della scapola (quasi a cavallo dell’angolo superiore). Grazie alla sua azione il cingolo scapolare viene elevato e retratto, mentre la scapola viene intraruotata (l’angolo inferiore si sposta verso la colonna vertebrale). Insieme al muscolo contro-laterale e al trapezio, estende il collo, mentre una contrazione unilaterale può produrre una inclinazione laterale sullo stesso lato della contrazione. Innervazione: nervo dorsale della scapola C5.
  • SPLENIO DEL COLLO

Muscoli estensori del capo e/o del collo

  • GRANDE RETTO POSTERIORE DEL CAPO: è un muscolo molto piccolo che origina dalle spinosi dell’epistrofeo per poi inserirsi sulla parte laterale della linea nucale inferiore dell’occipite. La sua azione è quella di estendere la testa sul collo anche se la sua funzione principale è quella di stabilizzare l’articolazione atlo-occipitale. Con una contrazione unilaterale può provocare una piccola rotazione dallo stesso lato. Innervazione: ramo primario dorsale C1.
  • PICCOLO RETTO POSTERIORE DEL CAPO: questo muscolo si trova in profondità e posto medialmente rispetto al grande retto posteriore del capo. Origina dal tubercolo posteriore dell’atlante e si inserisce sulla parte mediale della linea nucale inferiore dell’occipite. L’azione che svolge è quella di estendere il capo sul collo e stabilizzare l’articolazione atlo-occipitale. Innervazione: ramo primario dorsale C1.
  • OBLIQUO SUPERIORE: origina dalla porzione superiore dei processi trasversi dell’atlante e si inserisce a livello della zona compresa tra la linea nucale inferiore e quella superiore dell’occipite. Con la sua azione estende il capo sul collo e stabilizza l’articolazione atlo-occipitale. Innervazione: ramo primario dorsale C1.
  • TRAPEZIO (PORZIONE SUPERIORE)
  • SPLENIO DEL CAPO
  • SACROSPINALE

Muscoli rotatori del collo

  • MULTIFIDO: questo muscolo è situato in profondità ai muscoli semispinali e al sacrospinale. La sua origine parte dalla superficie dorsale del sacro, dai processi mammillari (che si trovano sui processi articolari superiori) delle vertebre lombari, dai processi trasversi delle vertebre toraciche e dai processi articolari delle ultime 5 vertebre cervicali. La loro inserzione avviene a livello delle spinose di tutte le vertebre dalla 5° lombare fino all’epistrofeo. L’azione del multifido è quella di scatenare una rotazione, un’estensione e una flessione laterale a livello della colonna vertebrale, in questo caso della cervicale. Di notevole importanza è anche il suo ruolo da stabilizzatore del rachide. Innervazione: ramo primario posteriore.
  • SEMISPINALE DEL COLLO: anche questo è un muscolo lungo che si estende dalla zona toracica inferiore fino alla basa del cranio e si divide in tre parti: – Semispinale del capo che origina dalle apofisi trasverse comprese tra T1 a T6 (incluse) e dai processi articolari da C4 a C7 per inserirsi alla base del cranio, tra la linea nucale inferiore e superiore. – Semispinale del collo che origina dai processi trasversi delle prime 6 vertebre toraciche per inserirsi nei processi spinosi da C2 a C6. – Semispinale del torace, il quale origina dalle apofisi trasverse delle ultime 5 vertebre toraciche e si va ad inserire sulle spinose delle vertebre cervicali C6 e C7 e delle vertebre toraciche da T1 a T6. L’azione di questo muscolo è quella di ruotare dal lato opposto la colonna vertebrale, nel nostro caso cervicale, quando è contratto unilateralmente. Durante un’azione bilaterale, invece, questo muscolo partecipa all’astensione del tratto considerato della colonna vertebrale. Innervazione: rami primari posteriori.
  • SCALENO ANTERIORE
  • SPLENIO DEL COLLO

Muscoli rotatori del capo e/o del collo

  • OBLIQUO INFERIORE: origina dall’apofisi bifida (spinosa) dell’epistrofeo per poi inserirsi sulla faccia posteriore del processo trasverso dell’atlante. L’azione forte di questo muscolo permette una rotazione del capo dallo stesso lato, inoltre funge anche da stabilizzante per l’articolazione atlo-occipitale. Innervazione: ramo dorsale di C1.
  • GRANDE RETTO POSTERIORE DEL CAPO
  • STERNOCLEIDOMASTOIDEO
  • SPLENIO DEL CAPO

3. MOVIMENTI DELLA COLONNA CERVICALE

Prima di analizzare i movimenti della colonna cervicale puoi ripassare le articolazioni di questa struttura cliccando QUI.

Movimenti atlo-occipitali (C0-C1)

Nel tratto C0-C1 il movimento di flessione avviene in un range di 5°, mentre quello di flessione in 10°. Per quanto riguarda la flessione laterale il ROM rimane di 5° mentre la rotazione è ridotta al minimo.

FLESSIONE ED ESTENSIONE

Durante la flessione i condili occipitali si spostano indietro rispetto alle porzioni laterali dell’atlante. Il movimento di flessione è limitato dalla tensione che si crea nella capsula articolare, nel legamento nucale e nei muscoli sottoccipitali posteriori. Questo movimento di flessione viene controllato dai muscoli posteriori della cervicale (trapezio, splenio del capo, lunghissimo, semispinale, ecc…) che contrastano il peso del capo, mentre tale movimento viene effettuato dai muscoli anteriori, quali sternocleidomastoideo, lungo del collo ecc..

Nell’estensione i condili occipitali scivolano in avanti rispetto alle porzioni laterali dell’atlante. L’estensione viene limitata dal contatto tra l’osso occipitale e gli archi posteriori di atlante ed epistrofeo. L’estensione viene provocata dai muscoli postero-vertebrali e controllata da quelli anteriori.

FLESSIONE LATERALE

Durante questo movimento il condilo occipitale che si trova dal lato della flessione si sposta medialmente, mentre quello opposto si allontana dalla linea mediana. La rotazione è limitata dalla tensione della capsula articolare.

ROTAZIONE

Nei pochissimi gradi di rotazione un condilo si sposta in avanti mentre l’altro scivola indietro. Durante la flessione laterale si assiste ad un movimento combinato di rotazione della vertebra.

Movimenti atlo-epistrofeica (C1-C2)

Gran parte della rotazione cervicale è da attribuire al tratto C1-C2 che si muove in un ROM di 35°-40°. La flessione e l’estensione non variano da quella tra C0 e C1 (5° e 10°), mentre la flessione laterale è minima in questa regione.

FLESSIONE ED ESTENSIONE

Durante questi movimenti la porzione laterale dell’atlante scivola e rotola sulla superficie articolare superiore dell’epistrofeo. Durante la flessione il legamento trasverso si piega in basso, mentre durante l’estensione si piega in alto.

ROTAZIONE

Il capo e la vertebra C1 si muovono come una struttura unica, dove quest’ultima (atlante) muove le masse laterali attorno al dente dell’epistrofeo, una in avanti e l’altra indietro. La rotazione può essere favorita da un movimento in estensione e in flessione laterale del capo.

Questo movimento si ottiene grazie all’azione dei muscoli sottocipitali, dello sternocleidomastoideo e del trapezio.

Movimenti cervicale inferiore (C2-C7)

Questa regione della cervicale permette un buon range di movimento in flessione (35°-40°) e in estensione (55°-60°). La rotazione è di poco più limitata della regione precedente (30°-35°), mentre la flessione laterale è permessa per 30°-35°.

FLESSIONE ED ESTENSIONE

Il movimento è molto ampio per tutto il tratto (C2-C7), ma risulta limitato tra C7 e T1 dato che vi è il passaggio dalla regione più mobile della colonna vertebrale (cervicale) a quello più limitato (dorsale, senza considerare il sacro e il coccige). Durante questo movimento la vertebra superiore si inclina e scivola in avanti rispetto a quella inferiore, provocando una riduzione dello spazio intravertebrale anteriore. La flessione è limitata dalla tensione che viene a crearsi nel legamento longitudinale posteriore, nella capsula articolare zigapofisaria, nei legamenti gialli, nel legamento nucale e nei muscoli posteriori della colonna cervicale. Questo movimento è controllato dai muscoli posteriori del collo (trapezio, splenio del capo, lunghissimo e semispinale del capo), che contrastano il peso della testa. I muscoli che effettuano il movimento sono quelli anteriori come lo sternocleidomastoideo, il lungo del capo e del collo e gli scaleni.

Nell’estensione la vertebra superiore si inclina e scivola indietro rispetto a quella inferiore. In questo caso il movimento è limitato dalla tensione del legamento longitudinale anteriore e dall’impatto osseo del processo articolare superiore della vertebra sottostante con l’apofisi trasversa della vertebra soprastante. L’estensione in posizione anatomica è controllata dai muscoli anteriori ed è eseguita da quelli posteriori.

FLESSIONE LATERALE

Il 95° della flessione laterale della cervicale avviene tra C2 e C7. Non esiste una vera e propria flessione laterale o rotazione, infatti, questi due movimenti sono sempre combinati, infatti durante una flessione laterale si ha una rotazione dello stesso lato, per cui per ottenere una vera flessione laterale occorre ruotare il capo dal lato opposto. Quando il collo si flette su un lato, il processo articolare inferiore di quel lato scivola in basso e indietro sul processo superiore della vertebra sottostante. Nel lato opposto il processo articolare si sposta in avanti e in alto rispetto al processo superiore della vertebra sottostante.

ROTAZIONE

Questo movimento non può avvenire senza che vi sia un’inclinazione laterale dallo stesso lato. La rotazione è limitata dall’attrito delle faccette del lato opposto e dalla tensione all’interno di tutte e due le capsule articolari e anche dalla torsione che subisce il disco intervertebrale. Una conseguenza della rotazione è ridurre la pressione della radice nervosa dal lato opposto, grazie all’aumento del forame intervertebrale (dal lato della rotazione le dimensioni del forame diminuiscono)

[FONTI IMMAGINI: D. A. Neumann, Kinesiology of the musculosketal system. Foundations for rehabilitation, s.l., MOSBY ELSEVIER (2010), Second edition.]