Muscoli e movimenti del gomito

INDICE:

  1. Muscoli del gomito
  2. Movimenti dell’articolazione del gomito
  3. Area di contatto

1. MUSCOLI DEL GOMITO

Muscoli Flessori del gomito

  • BICIPITE BRACHIALE: è costituito da 2 capi di origine; il suo capo lungo origina dal tubercolo sovra-glenoideo della scapola, mentre il capo breve origina dal processo coracoideodella scapola. Entrambi i capi formano un ventre fusiforme che con il suo tendine, dopo aver ruotato di 90°, va ad inserirsi sulla tuberosità del radio e sull’aponeurosi del bicipite brachiale. Oltre a flettere l’articolazione del gomito, è anche un potente supinatore dell’avambraccio e flessore della spalla. La sua massima efficacia la si ottiene con l’articolazione del gomito flessa tra 80° e 90°. Innervazione: nervo muscolocutaneo C5, C6. Se vuoi ripassare velocemente il plesso brachiale clicca QUI.
  • BRACHIALE: origina dai due terzi distali della superficie anteriore della diafasi dell’omero per poi andarsi ad inserire, tramite un tendine spesso, sulla parte inferiore del processo coronoideo e sulla tuberosità dell’ulna. Questo muscolo rappresenta il flessore principale dell’articolazione del gomito. Questo muscolo esprime la massima efficienza quando il gomito è flesso tra 100° e 110°. Innervazione: nervo muscolocutaneo C5, C6.
  • BRACHIORADIALE: trae origine dei due terzi superiori e anteriori della cresta sovra-condiloidea laterale dell’omero e dal setto intramuscolare laterale. La sua inserzione si trova a sulla parte laterale del processo stiloideo del radio. L’azione di questo muscolo è flettere l’articolazione del gomito e assistere la pronazione e la supinazione contro resistenza, infatti il suo massimo coinvolgimento nella flessione del gomito si ha con l’avambraccio in una posizione intermedia tra la pronazione e la supinazione. Innervazione: nervo radiale C5, C6.
  • PRONATORE ROTONDO: (vedi muscoli pronatori dell’avambraccio).

Muscoli estensori del gomito

  • TRICIPITE BRACHIALE: questo muscolo è formato da tre capi; il capo lungo origina dal tubercolo sotto-glenoideo della scapola, prima di unirsi al tendine d’inserzione, il suo ventre passa anteriormente al piccolo rotondo e posteriormente al grande rotondo. Il capo laterale origina dalla superficie laterale e posteriore dei due terzi superiori della diafisi dell’omero. Infine il capo mediale origina dai due terzi distali della superficie mediale e posteriore dell’omero. I tre capi del tricipite si fondono a formare un largo tendine di forma laminare che si va ad inserire sulla superficie posteriore del processo olecranico dell’ulna. Il tricipite lavora al massimo delle sue possibilità quando il gomito è flesso a 20° e 30°. Questo muscolo diventa ancora più efficiente quando la spalla è flessa e quando sia gomito che spalla vengono estesi contemporaneamente. Oltre all’estensione del gomito, il tricipite, in particolare il capo lungo, assiste all’adduzione ed estensione della spalla. Innervazione: nervo radiale C6, C7, C8, T1.
  • ANCONEO: origina dalla superficie posteriore dell’epicondilo laterale dell’omero e si inserisce nella parte laterale del processo olecranico e sul quarto posteriore e superiore della diafisi dell’ulna. Molto importante, oltre ad estendere l’articolazione del gomito, è la sua azione stabilizzante, specialmente durante la pronazione e supinazione. Innervazione:nervo radiale C7,C8.

Muscoli supinatori dell’avambraccio

  • SUPINATORE: è un muscolo profondo che origina dall’epicondilo lateraledell’omero, dal legamento collaterale radiale, dal legamento anulare e la cresta del supinatore dell’ulna. S’inserisce sulla superficie laterale del terzo superiore della diafisi del radio. Innervazione: nervo radiale C5, C6, (C7).
  • BICIPITE BRACHIALE
  • BRACHIORADIALE

Muscoli pronatori dell’avambraccio

  • PRONATORE ROTONDO: origina due capi, uno omeralesubito sopra l’epicondilo mediale dell’omero e dal tendine comune dei flessori, e uno ulnare dal lato mediale del processo coronoideo dell’ulna . S’inserisce a metà della superficie laterale del radio. Il pronatore rotondo inoltre assiste alla flessione dell’articolazione del gomito. Innervazione: nervo mediano C6, C7.
  • PRONATORE QUADRATO: origina dal lato mediale e anteriore del quarto inferiore dell’ulna e passa trasversalmente andandosi ad inserire sul quarto inferiore della superficie laterale e anteriore del radio. Questo muscolo determina l’inizio del movimento di pronazione dell’avambraccio. Innervazione: nervo mediano C7, C8, T1.
  • BRACHIORADIALE

2. MOVIMENTI DELL’ARTICOLAZIONE DEL GOMITO

Flessione ed estensione

Il movimento di flesso-estensione avviene intorno a un asse trasversale, e proietta in avanti l’avambraccio fino a quando il contatto con il braccio impedisce un ulteriore movimento. L’ampiezza di movimento attivo in flessione è di 145° (160° se viene mobilizzato passivamente). Come si è potuto vedere i principali muscoli che eseguono questo movimento sono il brachiale, il bicipite brachiale e il brachioradiale. Se durante i movimenti rapidi e potenti tutti e tre questi muscoli vengono attivati, durante i movimenti fini quello più coinvolto è il brachiale. La forza di contrazione dei flessori punta più al movimento dell’avambraccio che al mantenimento della stabilità dell’articolazione del gomito.

Per quanto riguarda l’estensione, viene principalmente definita come il ritorno dell’avambraccio nella sua posizione anatomica, per questo la vera ampiezza del movimento di estensione è pari a zero. Come abbiamo notato l’estensione attiva avviene grazie all’azione dell’anconeo e del tricipite brachiale, mentre attraverso l’azione controllata dei flessori che si oppongono alla “caduta” dell’avambraccio, causata dalla forza di gravità, avremo l’estensione passiva. A gomito completamente esteso, inoltre, è possibile eseguire movimenti accessori di abduzione e adduzione dell’articolazione.

La limitazione dei movimenti di flessione e di estensione raramente sono limitati da un contatto tra i capi ossei, infatti, nella maggior parte dei casi è la capsula articolare, assieme ai legamenti collaterali che ne limitano la mobilità. Vai all’articolo sulle articolazioni del gomito cliccando QUI.

Pronazione e supinazione

Nella posizione anatomica (se ti sei perso l’articolo sui piani e i movimenti clicca QUI) l’avambraccio si trova in posizione supinata e le ossa di radio e ulna saranno parallele tra di loro. Quando l’avambraccio viene portato in posizione pronata le ossa si incrociano, con il radio che si troverà davanti all’ulna e il palmo della mano rivolto all’indietro. Il muscolo più importante nel movimento di pronazione è il pronatore rotondo, mentre il movimento di supinazione avviene soprattutto grazie al bicipite brachiale. Quando però il gomito si trova in posizione flessa, e il bicipite brachiale è già coinvolto in questa azione, non sarà in grado di espletare la sua funzione supinatoria, di conseguenza acquisirà importanza il muscolo supinatore.

Il movimento di supinazione è decisamente più forte di quello di pronazione. Entrambi i movimenti sono esprimono la loro massima efficacia quando sono flessi a 90°. L’asse della prono-supinazione, passa, distalmente, sempre per il centro della testa del radio, mentre a livello del polso può passare da qualunque punto compreso tra il precesso ulnare e lo stiloide radiale. Il movimento di pronazione può arrivare fino a 180° prima che l’omero intraruoti per compensare il movimento (in tal caso il movimento può continuare fino anche a 360°).

Durante i movimenti di pronazione e supinazione si possono avere anche dei piccoli movimenti di abduzione e adduzione, rispettivamente durante la pronazione il primo e durante la supinazione il secondo.

3. AREA DI CONTATTO

In posizione anatomica, quindi in estensione completa, le aree di contatto sono nella parte inferiore dell’incisura trocleare, mentre tra la testa del radio e il capitello non vi è contatto. Andando sempre più verso la flessione completa aumenta sempre di più l’area di contatto omero-ulnare. Il contatto tra radio e capitello radiale si ha solamente durante l’estensione completa. La conseguenza alla crescita dell’area di contatto è l’aumento della stabilità dell’articolazione mentre ci si muove verso la flessione completa.

[FONTI IMMAGINI: D. A. Neumann, Kinesiology of the musculosketal system. Foundations for rehabilitation, s.l., MOSBY ELSEVIER (2010), Second edition.]