Lo Psoas, il “muscolo dell’anima”

1. INTRODUZIONE

Considerato dalle tradizioni orientali il “muscolo dell’anima”, lo Psoas o anche Ileopsoas, è uno tra i più importanti gruppi muscolari, situato nella porzione laterale della colonna lombare, è il più importante e unico collegamento tra il tronco e gli arti inferiori, infatti viene coinvolto in numerosissime attività quotidiane, anche quelle semplici come alzarsi dal letto, andare in bicicletta, correre e tanto altro ancora. E’ diviso in due corpi muscolari che lungo il loro decorso si uniscono in un unico tendine a livello del bacino per andarsi infine ad inserire sul piccolo trocantere.

La porzione del muscolo più superficiale e più lunga rispetto all’altra, si chiama grande psoas ed è situato anteriormente ai muscoli lombari. Esso è un muscolo bi articolare,infatti origina dalle facce laterali dei corpi dell’ultima vertebra toracica e dalle prime quattro vertebre lombari, dai dischi che si interpongono tra le stesse vertebre e dai processi trasversi delle prime quattro vertebre lombari. Decorre verso il basso e verso l’esterno, passa sotto al legamento inguinale e si va poi ad inserire infine nel piccolo trocantere.

La porzione più profonda e più corta rispetto al precedente è il muscolo ileo psoas, in questo caso si parlerà di un muscolo mono articolare in quanto origina dal corpo iliaco anteriore, decorre  verso il basso e si unisce al tendine del grande psoas andandosi ad inserire quindi sul piccolo trocantere.

La descrizione fatta sopra è indispensabile per comprendere al meglio l’anatomia del muscolo in questione, ma ora parleremo dello psoas come un unico muscolo.

Esso è il più potente flessore della coscia e con la sua azione partecipa anche alla sua rotazione esterna, inoltre interviene nella flessione e inclinazione laterale del tronco.

Analizzando la sua origine e la sua inserzione si può comprendere che è un tessuto muscolare che favorisce l’antiversione del bacino e proprio per questo motivo, se esso è ipertonico potrebbe causare fastidiose lombalgie. E’ molto importante quindi che sia sempre in condizioni fisiologiche ottimali, altrimenti si potrebbe andare in contro a dolori lombari, squilibri posturali e una conseguente alterazione della deambulazione.

La sua innervazione viene dal nervo femorale e dai rami che nascono dal plesso lombare

Da questa breve introduzione è facile capire che un problema a carico dello psoas potrebbe compromettere l’armonia di alcuni aspetti del corpo umano molto importanti che vedremo nei capitoli successivi.

2. PSOAS E RESPIRO

Come tutti voi già sapete, quando si parla di respirazione e benessere si pensa sempre al diaframma e questo non è sbagliato, ma non è il solo muscolo che è collegato al respiro.

Lo psoas non ha solo importanza a livello strutturale, ma è connesso anche alla respirazione ed è quindi importantissimo per il benessere psicologico.

Se analizziamo nel dettaglio il diaframma e lo psoas possiamo comprendere che i due muscoli sono in stretto contatto, il primo infatti è composto da due tendini che decorrono inferiormente fino ad arrivare alle facce laterali delle prime vertebre lombari, stesso punto in cui origina lo psoas, inoltre il legamento arcuato mediale del diaframma avvolge l’estremità superiore dello psoas.

Questa connessione “psoas-diaframma” permette a ciascuno di noi di associare due tra le capacità principali dell’essere umano, camminare e respirare.

Nella maggior parte dei casi in cui ci siamo in situazioni di stress psicologico e/o di stress fisico, potremmo ritrovarci con entrambi i muscoli contratti e un conseguente squilibrio psicofisico da dover risolvere. Sempre grazie a questa connessione tra i due muscoli che si determina il modo in cui rispondiamo a sollecitazioni psichiche come paura e eccitazione, perché quando ci troviamo in queste situazioni, viene contratto naturalmente lo psoas.

In poche parole, tale muscolo va in contrazione costante quando andiamo incontro a lunghi periodi di stress.

La medesima situazione la si incontra anche quando:

  •  rimaniamo seduti a lungo  
  • durante una corsa o una camminata prolungata
  • si dorme in posizione fetale
  • si eseguono sedute di sit – up molto pesanti

3. PSOAS POSTURA

Per comprendere al meglio la correlazione biomeccanica tra psoas e postura, bisogna ricordare che essendo un muscolo striato, è in grado di cambiare la sua azione in base al capo muscolare che fa punto fisso per la stabilizzazione dei segmenti ossei su cui si inserisce.

Nei casi in cui siamo in presenza di una iperlordosi lombare, esso prende punto fisso sulle vertebre  e ciò porta una rotazione in senso orario sul piano sagittale che determina l’antiversione del bacino con una conseguente alterazione posturale. Durante questa antiversione del bacino, la vertebra S1 (prima sacrale) si abbassa in avanti facendo inclinare anteriormente tutto il comparto sacrale. Allo stesso tempo L5 (ultima lombare) può rimanere ferma, ma può anche andare in estensione andando a amplificare lo sforzo sul disco intervertebrale schiacciandolo posteriormente. In questo modo a livello della cerniera lombo-sacrale avremo delle forze che andranno a gravare sui dischi lombari. La funzione dello psoas diventa quella di alleviare il carico sui dischi intervertebrali andando a portare anche le vertebre lombari in flessione diminuendo lo stress articolare e aumentandone la sua congruità. Possiamo quindi affermare che lo psoas quando prende punto fisso sulle vertebre, aumenta la lordosi lombare e causa squilibri, lombalgie e dolori articolari.

Potrebbe capitare anche una situazione in cui ci si trova con una contrazione maggiore dello psoas di destra rispetto a quello di sinistra (o viceversa) causando una flessione laterale del tronco dalla parte della retrazione muscolare.

In situazioni in cui lo psoas prende punto fisso sui piccoli trocanteri e vi è un perfetto equilibrio tra psoas di destra e di sinistra, il bacino si trova in perfetta posizione fisiologica con una conseguente armonia della muscolatura e delle curve della colonna vertebrale.

È importante inoltre che ci sia un corretto equilibrio tra i muscoli antiversori del bacino (psoas, retto femorale e quadrato dei lombi) e i muscoli retro versori (addominali, grande gluteo e ischio crurali), perché un eventuale squilibrio potrebbe causare dolori e stress articolari.

Una problematica comune è quando il muscolo in questione si irrigidisce sia per una mancanza di allungamento ma anche per una sua debolezza, e questa sua infiammazione rappresenta una problematica comune. Per valutare l’elasticità e la sua forza ci si può affidare ad alcuni test :

  • Test di Thomas (lunghezza muscolare)

Il paziente si sdraia sul lettino in posizione supina lasciando le gambe fuori dal lettino e quindi sdraiandosi dall’osso sacro fino al capo. A questo punto l’esaminatore per esaminare per esempio lo psoas di sinistra, prenderà il ginocchio destro e lo porterà verso il petto fino ad appiattire bene tutta la colonna vertebrale sul lettino. Se la coscia sinistra rimane a contatto con il lettino vorrà dire che lo psoas di sinistra avrà una fisiologica lunghezza muscolare, mentre se la coscia sinistra non rimane a contatto con il lettino e sale verso l’alto, ci troveremo in una situazione di retrazione muscolare dello stesso psoas di sinistra.

Viceversa per testare il gruppo muscolare destro.

  • Test sulla forza muscolare

Paziente in posizione supina, l’esaminatore prenderà la gamba da valutare e la porterà in flessione, lieve rotazione esterna dell’anca e lieve abduzione, allo stesso tempo si fisserà la cresta iliaca dell’arto opposto e si chiederà al paziente di mantenere la posizione della gamba sollevata e di resistere ad una forza contraria verso il basso che eseguirà l’esaminatore.

Una altro test per la forza consiste nel posizionare il paziente seduto sul lettino con gambe fuori, si chiederà poi di sollevare la gamba da testare portandola in massima flessione e chiedendo di mantenere la posizione al paziente. Successivamente si potrà applicare una forza contraria diretta verso il basso sul ginocchio per valutare in maniera ancora più marcata la forza del muscolo psoas.

4. PSOAS E ORGANI INTERNI  

 Il muscolo psoas possiede importanti rapporti anche con organi vitali e strutture interne del corpo umano, pertanto svolge un ruolo fondamentale per la salute dell’organismo intero.

Oltre allo stretto rapporto con il diaframma citato nei capitoli precedenti, anche l’intestino è collegato allo psoas e questa loro relazione potrebbe causare in alcuni casi ad una schiena dolorosa.

Il muscolo decorrendo vicino e posteriormente all’intestino, e dato che le due strutture sono a contatto tra loro, possono influenzarsi a vicenda. Quando abbiamo uno psoas contratto e infiammato, questo potrebbe provocare sia un mal di schiena come già detto in precedenza, che una irritazione dell’intestino. Questo è dovuto dal fatto che quando il muscolo in questione si accorcia, diminuisce lo spazio interno per gli organi influenzando l’assorbimento e l’eliminazione degli alimenti e contribuendo anche ad una costipazione.

Può capitare anche il percorso contrario, quando abbiamo l’intestino irritato potremmo infiammare in un secondo momento lo psoas e questo potrebbe portare infine ad un dolore lombare.

Nelle donne uno psoas contratto potrebbe essere in piccola parte responsabile anche di crampi mestruali poiché viene aumentata la pressione negli organi dell’apparato riproduttivo.

5.CONSIDERAZIONI FINALI

In seguito a tutto ciò di cui si è parlato in questo articolo, riassumiamo dicendo che lo psoas è un muscolo di una elevata importanza per l’organismo, si consiglia quindi di rinforzarlo e allungarlo come facciamo per tutti gli altri tessuti muscolari del nostro corpo, occorre quindi tenerlo sempre in condizioni fisiologiche ottimali per evitare spiacevoli problematiche. Sedute fisioterapiche, esercizi di rinforzo, di stretching e una sana alimentazione contribuiscono a mantenere lo psoas e l’organismo in salute.