Le ossa e le suture del cranio

INDICE:

  1. Il neurocranio.
  2. Lo splancnocranio.
  3. Le suture del cranio.
  4. Ossificazione del cranio dal feto all’età adulta.

L’apparato scheletrico umano è diviso in due parti: la parte assile e la parte appendicolare. In totale nell’apparato scheletrico troviamo 206 ossa e numerose cartilagini associate. Tutte queste ossa sono a loro volta divise tra le due parti che costituiscono l’apparato scheletrico umano.

Per quanto riguarda la componente appendicolare, essa è costituita da 126 ossa, ossia quelle che costituiscono la parte “libera” degli arti superiori ed inferiori, e i due cingoli fondamentali per la connessione degli stessi arti al tronco, il cingolo toracico per gli arti superiori, il cingolo pelvico per quelli inferiori.

Le ossa che costituiscono la componente assile, invece, sono:

  • Le ossa del cranio (22 ossa);
  • Le ossa associate al cranio (6 piccole ossa uditive e l’osso ioide);
  • Le ossa che compongono la colonna vertebrale (7 vertebre cervicali, 12 vertebre toraciche, 5 vertebre lombari, il sacro e il coccige);
  • Le ossa che compongono la gabbia toracica (24 paia di coste e lo sterno).

La funzione della componente assile è quella di sostenere e proteggere gli organi nelle cavità dorsale e nella cavità ventrale del corpo. Inoltre, funge da importante punto inserzionale per muscoli e legamenti.

Lo scheletro della testa, o meglio del cranio, si compone di 22 ossa, le quali si articolano tra di loro e formano due parti distinguibili:

  • Il NEUROCRANIO, composto da otto ossa;
  • Lo SPLANCNOCRANIO, o SCHELETRO DELLA FACCIA, composto da 14 ossa.

Il neurocranio si trova in continuità con la colonna vertebrale, è di forma ovoidale e racchiude e protegge al suo interno le strutture encefaliche e le meningi. Per questo motivo viene anche chiamato scatola cranica. Al suo interno è presente del liquido che ammortizza e sostiene l’encefalo durante la locomozione e gli spostamenti della testa. L’encefalo viene stabilizzato da ulteriori strutture presenti all’interno della scatola cranica, ossia vasi sanguigni, nervi e membrane.

Lo splancnocranio compone le strutture primarie dell’apparato digerente e dell’apparato respiratorio, inoltre, ha una forma adatta ad accogliere le varie strutture degli organi di senso.

1. IL NEUROCRANIO.

Come già detto in precedenza, esso è costituito da 8 ossa. Vediamo nello specifico, una ad una, tutte le strutture che formano questa parte dello scheletro del cranio.

  • OSSO OCCIPITALE: è un osso impari e mediano, costituisce la parte posteriore del cranio. Esso è costituito da due parti, una parte verticale, detta SQUAMA, triangolare e convessa all’esterno; una parte inferiore orizzontale, detta PROCESSO BASILARE, di forma irregolare e quadrangolare. Ad esse si aggiungono due condili sulla superficie inferiore, i quali servono ad articolare il cranio con la colonna vertebrale, più nello specifico ad articolarsi con C1 o atlante (con le sue due fossette occipitali), nell’articolazione atlo-occipitale. Adiacente a questi due condili troviamo il FORAME MAGNO, apertura che mette in comunicazione la cavità cranica col canale vertebrale, in cui è contenuto il midollo spinale. La squama presenta due facce: una esocranica (o posteriore) ed una endocranica (o anteriore). La sua faccia posteriore presenta una protuberanza occipitale esterna (rilievo centrale) da cui dipartono le due linee nucali superiori su cui si inseriscono importanti muscoli come il trapezio, ed in parte anche lo sternocleidomastoideo. L’osso occipitale partecipa alla formazione del FORO GIUGULARE. Infine, la superficie superiore, concava, si adatta perfettamente ai rilievi dell’encefalo, in essa sono presenti dei solchi che seguono il decorso dei vasi maggiori, e delle creste che fungono da siti di inserzione per le meningi, le quali stabilizzano l’encefalo all’interno del cranio.
  • OSSO SFENOIDE: è un osso impari e mediano, incuneato nella base del cranio, costituito da un CORPO, da due paia di ALI (due ali grandi e due ali piccole), e da due PROCESSI PTERIGOIDEI, ossia due processi laminati rivolti inferiormente. Quest’osso costituisce gran parte del pavimento cranico e si articola con tutte le altre ossa craniche, inoltre, funge da “ponte” che unisce le ossa del cranio alle ossa della faccia. Ultima, ma non per importanza, è anche la funzione di rinforzo e stabilizzazione che svolge sui lati del cranio. Il CORPO, la parte centrale dell’osso sfenoide, insieme alle ali lateralmente, fanno sì che quest’osso assuma una forma simile ad un pipistrello con le ali aperte. Tra le ali presenta un’ampia depressione centrale (fossa ipofisaria), la quale accoglie la ghiandola pituitaria, o ipofisi, formando la porzione ossea della SELLA TURCICA. Questa porzione ossea è formata da una parte anteriore, in cui troviamo il tubercolo della sella, ed una parte posteriore dove è presente il dorso della sella. Sia anteriormente che posteriormente alla sella troviamo dei processi clinoidei (anteriori e posteriori). La faccia anteriore del corpo presenta una cresta, detta cresta sfenoidale mediana ai cui lati troviamo delle finestre ovali, delimitate da conche sfenoidali. La faccia inferiore del corpo presenta un’altra cresta mediana che, insieme a quella anteriore, si prolunga verso il basso e in avanti a formare il ROSTRO DELLO SFENOIDE. La faccia posteriore è saldamente articolata con la parte basilare dell’occipite. Dalle facce laterali del corpo nascono le ali dello sfenoide che dividono queste facce in due porzioni. La porzione anteriore è anche detta orbitale, costituisce la parte più profonda della cavità orbitaria, presenta un piccolo tubercolo, detto tubercolo o solco dello Zinn, che funge da importante punto del tendine dello Zinn, ossia un tendine al quale si ancorano i muscoli estrinseci dell’occhio. Nella porzione posteriore, detta anche cavernosa, ospita il passaggio dell’arteria carotide interna e del nervo abducente (VI paio dei nervi cranici). Le PICCOLE ALI hanno una disposizione orizzontale con una leggera inclinazione verso l’alto, una forma triangolare ed una faccia posteriore concava e tagliente. Sono importanti in quanto presentano alla base due radici (una superiore ed una inferiore) che delimitano una sorte di canale ottico dove scorrono il nervo ottico e l’arteria oftalmica. Le GRANDI ALI, invece, sono ampie ed irregolari, si trovano inferiormente alle ali piccole, e si aprono come se fossero ventagli o ali di pipistrello. Sono collegate al corpo attraverso tre radici, tra cui troviamo il foro grande rotondo, il foro ovale ed il foro piccolo rotondo, attraverso questi fori passano importanti vasi sanguigni e nervi cranici diretti alle strutture della cavità orbitale, della faccia e della mandibola. La grande ala presenta una superficie posteriore che termina con un angolo acuto che si insinua tra alcune parti dell’osso temporale e si proietta verso il basso costituendo la spina sfenoidale, la quale offre punto di inserzione al legamento sfeno-mascellare. Le grandi ali presentano quattro margini: il margine superiore (breve e tagliato), il margine anteriore (o zigomatico, obliquo in basso), il margine postero-mediale (corrispondente in avanti alla parte dell’orbita) e il margine postero-laterale (di forma concava). Sono importanti anche due fessure: la fessura orbitale superiore, la quale mette in comunicazione la cavità orbitaria con la fossa cranica media; la fessura sfeno-petrosa, che si unisce al foro lacero anteriore. Infine, i PROCESSI PTERIGOIDEI sono porzioni verticali che emergono dalla fusione tra le grandi e le piccole ali, ciascuno dei processi è formato da due lamine, importanti siti di inserzione per muscoli motori della mandibola e del palato molle.
  • OSSO ETMOIDE: è un osso impari e mediano, inserito all’interno della porzione orizzontale dell’osso frontale, colma una piccola parte del pavimento della fossa cranica anteriore, costituisce una parte della parete dell’orbita e il tetto della cavità nasale. È formato da: una lamina verticale mediana, la quale con la sua parte superiore fornisce un aggancio alla grande falce del cervello e con la sua porzione inferiore partecipa alla costituzione della parte alta del setto nasale; una lamina orizzontale o cribrosa, che con le sue docce olfattive ospita le bandelle olfattive e il bulbo olfattivo, qui presenta dei piccoli forellini che lasciano passare dei nervi olfattivi costituendo il senso dell’olfatto. Inoltre, quest’osso, oltre alle due lamine, è formato da un labirinto etmoidale. Questa parte, è di forma complessa paragonabile ad un cubo. In questa struttura si trovano delle cellette intercomunicanti che contengono aria e si aprono nelle cavità nasali, in cui possono drenare anche secrezioni muscose. Qui troviamo anche dei cornetti nasali (superiore e medio) che interrompono il flusso d’aria nelle fosse nasali, creando vortici e mulinelli, aumentando il tempo di passaggio della stessa al loro interno, aumentando così anche il tempo di riscaldamento e umidificazione dell’aria.
  • OSSO FRONTALE: è un osso piatto, impari e mediano che forma la fronte e il tetto delle cavità orbitarie. La sua parte anteriore è detta parte squamosa, forma la fronte, e termina a livello dei margini sopraorbitali, i quali delimitano superiormente le orbite, e su cui troviamo delle creste pronunciate, le arcate sopraciliari. La superficie orbitale forma il tetto di ciascuna orbita, con un andamento pressoché orizzontale, ospita il passaggio di vasi sanguigni e nervi diretti all’occhio, passanti per dei piccoli fori. Inoltre, presenta anche una fossa lacrimale, in cui si va a inserire la ghiandola lacrimale, la quale serve a bagnare la superficie anteriore dell’occhio. La superficie interna ha una forma che si adatta perfettamente all’encefalo, qui si trova anche una cresta frontale, sede di attacco per le meningi. La parte orizzontale è interessata nel mezzo dall’interruzione offerta dall’incisura etmoidale, che si trova tra le due orbite, la quale presenta anteriormente l’incisura nasale (dove si articolano le due ossa nasali) e la spina nasale (su cui poggiano le ossa nasali). L’incisura etmoidale ha la forma di una “U” con la concavità verso dietro, essa è una continuazione delle cellette della lamina cribrosa dell’etmoide.
  • OSSA PARIETALI: sono ossa pari e costituiscono la superficie superiore e laterale del cranio, formando la maggior parte della calotta cranica. Sulla superficie esterna di ciascun osso parietale, troviamo due linee, le linee temporali superiore e inferiore, le quali sono il sito inserzionale del muscolo temporale. Al di sopra di queste linee si trova una superficie liscia, l’eminenza parietale. La superficie interna di ciascun osso parietale, presenta dei solchi leggeri che permettono il passaggio di vene e arterie, con le loro diramazioni all’interno del cranio.
  • OSSA TEMPORALI: sono ossa pari, contribuiscono a formare le pareti laterali e inferiori del cranio. Sono molto importanti, in quanto si articolano con la mandibola e contribuiscono a proteggere gli organi di senso dell’orecchio interno, oltre che essere importanti siti di inserzione per numerosi muscoli della mandibola. Ognuno dei due temporali, possiede tre parti: una PARTE SQUAMOSA, una PARTE TIMPANICA ed una PARTE PETROSA. Per quanto riguarda la prima, la PARTE SQUAMOSA, è situata lateralmente, ha una superficie esterna, detta squama, ed una superficie interna, detta superficie cerebrale. Inferiormente alla parte squamosa troviamo il processo zigomatico, prominente che si incurva lateralmente fino al processo temporale dell’osso zigomatico. Questi due processi formano le cosiddette arcate zigomatiche. Al di sotto dello zigomo, l’osso temporale si articola, grazie alla sua fossa mandibolare, con la mandibola. Importante è anche la parte immediatamente posteriore alla fossa mandibolare, ossia la PARTE TIMPANICA, che circonda il meato acustico esterno, il quale termina con una membrana fondamentale per l’udito, il timpano. La PARTE PETROSA è molto spessa e protegge, circondando, gli organi di senso deputati all’udito e all’equilibrio. Se si prosegue posteriormente si trova un processo molto sviluppato, il processo mastoideo, importante inserzione per numerosi muscoli del collo. Alla base di questo processo troviamo un foro mastoideo, il quale forma un fondamentale passaggio per vasi sanguigni che vascolarizzano le meningi. È presente un altro importante processo sede di inserzioni muscolari, il processo stiloideo, su cui si inseriscono i legamenti di sostegno dell’osso ioide. Davanti a questo processo, attraverso il foro stilomastoideo, osserviamo il passaggio del nervo faciale, responsabile dei movimenti facciali. Quest’osso costituisce anche parte del foro giugulare e del foro carotico (per il passaggio dell’arteria carotide, fondamentale per la vascolarizzazione dell’encefalo).

2. LO SPLANCNOCRANIO.

Anche detto scheletro della faccia, è costituito da 14 ossa che analizzeremo in maniera più approfondita:

  • OSSA MASCELLARI: sono ossa pari, una di destra ed una di sinistra, sono le più grandi di questa porzione del cranio. Esse insieme formano la “mascella superiore” e si articolano con tutte le altre ossa dello splancnocranio, a parte la mandibola. Queste ossa hanno una superficie orbitale che protegge il bulbo oculare e le sue strutture associate. Si articolano con l’osso frontale e con l’osso nasale attraverso il processo frontale. Inoltre, presentano dei processi alveolari sulla loro superficie inferiore, in cui si articolano i denti dell’arcata superiore. Queste ossa presentano al loro interno i seni mascellari, ossia i seni più ampi del cranio, servono a rendere più leggere queste ossa e produrre una secrezione mucosa per mantenere umida la superficie inferiore delle fosse nasali. Queste ossa hanno anche degli importanti processi che interessano l’unica parte dura del palato, ossia i processi palatini.
  • OSSA PALATINE: sono ossa pari, piccole e a forma di “L”. esse si articolano con le ossa mascellari a formare la parte posteriore del palato duro. Nel punto i cui le due ossa palatine si riuniscono si crea la cresta nasale, importante per l’articolazione col vomere e che forma la parte orizzontale della “L”. Mentre la parte verticale della “L” è formata da una lamina perpendicolare che si articola con le ossa mascellari, lo sfenoide, l’etmoide e il cornetto nasale inferiore.
  • OSSA NASALI: sono ossa pari e si articolano con l’osso frontale, circa al centro del viso, a formare la sutura frontonasale. Dai margini inferiori di queste ossa si inserisce una cartilagine nasale che costituisce la parte flessibile del naso, diretta in avanti e verso il basso, fino alle narici esterne.
  • CORNETTI NASALI INFERIORI: sono ossa pari simili ai cornetti superiori e medi dell’etmoide, ne svolgono anche la stessa attività, unica differenza sta nel fatto che si trovano sulla superficie laterale di ogni cavità nasale.
  • OSSA ZIGOMATICHE: sono ossa pari che si articolano con l’osso temporale per formare l’arcata zigomatica, o semplicemente zigomo. Inoltre, formano la parte laterale dell’orbita oculare.
  • OSSA LACRIMALI: sono ossa pari e sono le più piccole ossa del cranio. Si trovano sulla superficie mediale di ogni cavità orbitale. Presentano una leggera concavità, depressione, definita solco lacrimale, attraversato dal dotto lacrimale.
  • VOMERE: è un osso impari, costituisce la parte interiore del setto nasale, poggiando sulle fosse nasali e articolandosi con entrambe le ossa mascellari e palatine. Insieme all’osso etmoide e con l’osso sfenoide formano la parte ossea del setto nasale, ossia quella struttura che divide le due cavità nasali.
  • MANDIBOLA: è un osso impari, è formato da un corpo e da due rami ascendenti. Questi due rami ad andamento ascendente, si riuniscono con il corpo e formano l’angolo della mandibola. Inoltre, sulla mandibola, troviamo le articolazioni dentarie coi denti dell’arcata inferiore, in quanto quest’osso forma la cosiddetta “mascella inferiore”. Quest’osso è molto importante perché coi suoi processi condiloidei si articola con la fossa mandibolare dell’osso temporale formando l’articolazione temporo-mandibolare (ATM).

Tra queste ossa possiamo inserire anche l’OSSO IOIDE, un osso impari, mediano, simmetrico, definito come osso accessorio alle ossa del cranio. Quest’osso ha una forma a ferro di cavallo, è situato nella parte anteriore del collo, sospeso e mantenuto in posizione grazie ai legamenti stilo-mastoidei. Esso è costituito da un corpo e quattro prolungamenti laterali, due grandi corna e due piccole corna. Il corpo è appiattito e disposto trasversalmente ed è una parte importante di inserzione di molti muscoli. Le grandi corna si portano in alto e indietro, mentre le piccole corna si continuano nel legamento stilo-ioideo.

3. LE SUTURE DEL CRANIO.

Queste articolazioni sono immobili (sindesmosi), per questo motivo definite suture, in quanto non producono nessun tipo di movimento, ma è come se le ossa fossero fuse tra loro. Questa loro alta congruenza è data dalla presenza di tessuto connettivo denso fibroso che ne aumenta la stabilità. Esistono varie suture, ma le più importanti sono cinque:

  1. SUTURA LAMBDOIDEA: si trova nella parte posteriore della scatola cranica, è l’articolazione tra l’osso occipitale e le ossa parietali. Questa sutura ha una forma triangolare con l’apice verso l’alto (punto lamdoideo o lambda). Tra queste ossa si possono trovare numerose ossa suturali, dette anche ossa Wormiane, di dimensioni minuscole, da pochi millimetri fino pochi centimetri.
  2. SUTURA SAGITTALE: si diparte dalla linea superiore mediana della sutura precedente e si estende in avanti fino ad arrivare alla sutura coronale.
  3. SUTURA CORONALE: si trova nella parte anteriore del cranio, tra l’osso frontale e le ossa parietali. L’insieme di queste ossa forma la cosiddetta calotta cranica, attraverso una congiunzione che forma una linea dentellata trasversale. Nel punto mediano di questa sutura troviamo un punto, detto di bregma, dove durante la vita fetale si trova la più importante fontanella, la fontanella bregmatica.
  4. SUTURA SQUAMOSA: sono due, in quanto si stabiliscono tra l’osso temporale e l’osso parietale di uno e dell’altro lato. È chiamata così perché si forma dall’incontro tra la parte squamosa dell’osso temporale e il margine inferiore dell’osso parietale.
  5. SUTURA FRONTONASALE: si stabilisce tra i margini superiori delle due ossa nasali e l’osso frontale.

4. OSSIFICAZIONE DEL CRANIO DAL FETO ALL’ETA’ ADULTA.

È curioso il caso delle ossa del cranio, in quanto durante lo sviluppo i centri di ossificazione sono tanti, ma da questi si termina l’accrescimento osseo con “solamente” 14 ossa. Un esempio è dato dallo sfenoide che si forma con addirittura 14 centri di ossificazione. Questo processo è determinato dalla fusione tra le varie ossa e tra i tessuti ossei che si formano dai vari centri di ossificazione durante la crescita.

Un’altra curiosità sta nel fatto che alla nascita le ossa del cranio non sono completamente suturate tra loro, questo è fondamentale per il neonato perché permette durante il parto di comprimere il cranio liberamente, durante il passaggio del neonato lungo il canale del parto, e il quale si ristabilirà grazie all’elasticità dei tessuti. Questo è causato dal fatto che durante la gravidanza il feto accrescerà il proprio encefalo ad un ritmo molto più veloce rispetto che l’ossificazione del cranio. Per questo motivo le ossa del cranio non riusciranno a stare al ritmo dell’encefalo e le suture si creeranno durante lo sviluppo del bambino. La crescita del cranio più significativa si ha prima dei cinque anni quando finalmente l’encefalo smette di crescere e le suture hanno il tempo di formarsi.

Queste ossa alla nascita sono collegate da tessuto connettivo fibroso che rende il cranio molto più flessibile e deformabile. Queste aree fibrose vengono chiamate fontanelle. Le più importanti sono: la fontanella anteriore (frontale), la fontanella posteriore (occipitale), le fontanelle sfenoidali e le fontanelle mastoidee.

Verrà trattata a parte l’articolazione più importante tra le ossa dello scheletro della faccia, ossia l’articolazione temporo-mandibolare (ATM), nel prossimo articolo non te lo perdere!

[FONTI IMMAGINI: D. A. Neumann, Kinesiology of the musculosketal system. Foundations for rehabilitation, s.l., MOSBY ELSEVIER (2010), Second edition.]