Le Cicatrici

1) INTRODUZIONE

Per cicatrice si intende un tessuto fibroso che si forma in seguito ad una lesione, ed è caratterizzata dalla rottura del derma e dell’epidermide. A differenza delle ferite normali, le cicatrici non si rimarginano allo stesso modo ma lasciano dei segni sulla pelle.

Le cicatrici non sono considerate come delle patologie, ma nel corso della loro formazione potrebbero subire delle variazioni che andranno poi a modificare le loro caratteristiche diventando fonte di alterazioni posturali, di dolori, di alterazioni organiche (disturbi viscerali) e di problemi dell’apparato respiratorio. Esse si presentano soprattutto dopo interventi chirurgici, dopo ferite oppure in seguito a ustioni.

Questo tipo di lesioni danno inizio ad una serie di meccanismi di riparazione naturale, che portano col passare del tempo, a riunire i tessuti eliminando gli spazi vuoti grazie al tessuto connettivo fibroso elastico. La cicatrice diventa quindi il risultato di questa riparazione che non si organizza come in precedenza, ma, dato che deve “ricucire”, si unisce in maniera mal organizzata rispetto a prima perdendo la caratteristica principale dell’elasticità. Il tessuto risulta incollato, perde di flessibilità nel movimento e nella stessa zona vanno ad alterarsi le normali funzioni fisiologiche del nostro organismo quali circolazione sanguigna, linfatica, quella riguardante le terminazioni nervose e si va inoltre ad interferire con le strutture sottostanti (fascia connettivale e fibre muscolari). In compenso però è più resistente della normale cute.

Le cicatrici hanno un colore più chiaro rispetto alla pelle circostante, è priva di peli e di sbocchi ghiandolari.

Quando ci troviamo davanti a tessuti che non riescono più a scorrere tra loro, si è creata la famosa aderenza cicatriziale, mentre invece quando il tessuto cicatriziale si muove e crea dolore vuol dire che siamo in presenza di una cicatrice attiva.

2) PROCESSO DI CICATRIZZAZIONE

Con cicatrizzazione si intende un normale processo di riparazione dei tessuti lesionati che avviene grazie all’alta formazione locale di vasi sanguigni e al conseguente apporto di una importantissima proteina, la fibrina, tramite il processo di coagulazione del sangue. Inoltre, si fondamentale importanza per la formazione del tessuto cicatriziale sono le sostanze nutritive.

È un meccanismo lungo e complesso, che prevede diversi passaggi e che può presentare alcune alterazione lungo il suo percorso. Esistono infatti le alterazioni per eccesso che danno origine a cicatrici ipertrofiche o cheloidi, e alterazioni per difetto che portano alla formazione di cicatrici ipotrofica.

  • Ipotrofiche = cicatrici che si formano in zone in cui la pelle è molto sottile, si presentano come smagliature per esempio, sono cicatrici più deboli e proprio per questo motivo potrebbero anche riaprirsi.
  • Ipertrofiche e cheloidi = in questo caso si forma un tessuto cicatriziale in grande quantità, che rimane dolente e di rilievo rispetto al resto della cute. A differenza delle ipertrofiche i cheloidi si differenziano per la maggiore invasività e durata.

Le cicatrici possono essere anche classificate in:

  • Cicatrice di prima intenzione = si verifica quando si ha l’unione spontanea o terapeutica dei lembi della ferita, si forma in circa 7 giorni e non lascia cicatrici lesive.
  • Cicatrice di seconda intenzione = avviene quando i lembi sono lontani uno dall’altro, in questo caso la guarigione è più lunga e più lenta e lascia dei segni importanti.

La cicatrizzazione può essere divisa in 3 fasi.

La prima ha una durata che va dai 2 ai 4 giorni, prevede la formazione di un coagulo iniziale grazie alle piastrine che bloccano lo stravaso ematico. Successivamente inizieranno delle reazioni per eliminare le sostanze di rifiuto evitando il rischio di infezioni.

La seconda fase ha una durata che va dai 10 ai 15 giorni, si forma il tessuto di granulazione formato da macrofagi, fibroblasti e una rete di vasi neoformati. I fibroblasti servono per creare le prime fibre collagene e l’elastina. Le cellule dell’epitelio si riproducono più velocemente e la ferita si contrae permettendo un avvicinamento dei lembi della stessa. In questa fase si ha la totale chiusura della lesione.

La terza ed ultima fase ha una durata che va dai 2 mesi ai 2 anni, rappresenta la fase in cui vi è un continuo rimodellamento del collagene e dell’elastina. Aumenta anche la formazione dei nuovi vasi ricostruendo anche la rete vascolare.

3) TRATTAMENTO

Nella fisioterapia ci si trova diverse volte in presenza di una cicatrice dovuta ad un intervento chirurgico che si andrà poi a lavorare con un trattamento manuale muovendosi in modo da scollare i tessuti per staccare le aderenze sottostanti.

Nella fase iniziale il paziente potrà avvertire una sensazione di prurito o pizzicore dovuto dal fatto che vi è una differenza di sensibilità nella zona interessata a causa della lesione tissutale e nervosa che è stata fatta in seguito alla chirurgia per esempio. In generale le cicatrici non si riaprono e quindi non bisogna avere paura di massaggiarla, la pelle va pinzata in modo da stringere e alzare i tessuti verso l’alto (tecnica comunemente chiamata pincè-roulè). In questo modo si cercherà di eliminare tutte le possibili aderenze, migliorare l’elasticità e stimolare le terminazioni nervose.

Un’altra tecnica è quella che prevede un pincè-roulè a S, in questo caso si possono utilizzare i due pollici delle mani che dovranno avere una spinta con direzione contraria del tessuto (uno spinge verso dx e l’altro verso sx). E’ anche possibile tenere ferma la pelle con un dito e con l’altro massaggiare in maniera circolare.

L’obiettivo principale rimane sempre quello di cercare di scollare più tessuto possibile.

Durante questo tipo di tecniche potremmo notare un cambiamento di colore della cicatrice, il quale ci farà capire che la stiamo vascolarizzando.

Per fare questo tipo di trattamenti non c’è bisogno dell’utilizzo di creme o oli particolari perché potrebbero non permettere una buona presa sulla pelle; sono consigliati però al termine del trattamento quando consentono un massaggio leggero e circolare sopra la cicatrice senza dover pinzare e scollare i tessuti.