Le articolazioni del rachide dorsale

INDICE:

  1. Introduzione sulla conformazione di una vertebra
  2. Le vertebre toraciche
  3. La gabbia toracica
  4. Le articolazioni del tratto dorsale

1. INTRODUZIONE SULLA CONFORMAZIONE DI UNA VERTEBRA

L’unità funzionale del rachide è la vertebra. Le vertebre sono ossa irregolari, impari e mediane. Le vertebre hanno 4 compiti: proteggere il midollo spinale, sostenere il peso del corpo, ammortizzare le sollecitazioni meccaniche esterne, adattare il tronco alle posizioni che il corpo assume. Ogni sezione del rachide (cervicale, dorsale, lombare, sacro-coccigea) presenta una conformazione propria di vertebra anche se è possibile identificare una “vertebra tipo”; esistono quindi elementi comuni a tutte le vertebre.

Ogni vertebra presenta un corpo vertebrale avanti ed un arco posteriore dietro. Il corpo vertebrale è la parte più massiccia della vertebra ed ha una forma complessivamente cilindrica, più larga che alta (tipo osso: breve), rappresenta l’elemento statico. L’arco posteriore invece è a forma di ferro di cavallo e rappresenta l’elemento dinamico. Su questo arco si fissano verticalmente delle apofisi articolari; le due parti di arco posteriore che si trovano  tra apofisi articolari e corpo vertebrale si definiscono peduncoli (o radici)  mentre le parti di arco posteriore rimaste sono chiamate lamine.  Quindi, per ogni vertebra abbiamo due apofisi articolari e di conseguenza due peduncoli e due lamine. Di lamine se ne considerano 2 perché  sulla linea mediana dell’arco posteriore, in dietro, troviamo l’apofisi spinosa (o spina). La vertebra è completata da due apofisi trasverse che si saldano in direzione laterale sull’arco posteriore circa nella zona delle apofisi articolari.

2. LE VERTEBRE TORACICHE

Il tratto cervico-toracico è molto importante e complesso, specialmente per il passaggio da una zona molto mobile, quella cervicale, ad una rigida, come quella dorsale, anche e soprattutto a causa della presenza della gabbia toracica. Clicca QUI per leggere l’articolo sul rachide cervicale.

Il rachide dorsale è costituito da 12 vertebre, delle quali si possono individuare vertebre dorsali tipiche e atipiche. Nelle prime, da T2 a T9, la principale caratteristica che distingue questo tipo di vertebre da tutte le altre è la presenza delle faccette articolari costali sulla parte laterale del corpo vertebrale sia della vertebra corrispondente, sia in minima parte di quella soprastante. Queste faccette si articolano con la testa delle coste. Sul lato anteriore dei processi trasversi delle vertebre toraciche è presente un’altra faccetta articolare per il tubercolo costale (situato dopo il collo della costa). I processi trasversi sono larghi e si proiettano in direzione postero laterale, mentre i processi spinosi si proiettano in basso. Le faccette articolari superiori si proiettano posteriormente per articolarsi con quelle inferiori che sono orientate anteriormente. A differenza di quelle cervicali, che sono orientate più orizzontalmente, quelle della zona toracica si proiettano più verticalmente. Per quanto riguarda le vertebre dorsali atipiche, T1, T10, T11, T12, solitamente non presentano entrambe le faccette articolari per le coste, ma in T1 e T10 la costa si articola con il processo trasverso e con il corpo della sola vertebra corrispondente. In T11 e T12 la costa fluttuante si articola solamente con il corpo vertebrale e non con il processo trasverso di conseguenza non hanno articolazioni costo-trasversarie. Il processo spinoso è particolarmente allungato e prominente come quello di C7.

Per quanto riguarda la biomeccanica, le superfici articolari delle faccette zigapofisarie sono piatte e orientate a 60° verso l’alto in relazione alla vertebra superiore. Durante la flessione vi è uno scivolamento superiore e anteriore delle faccette inferiori della vertebra superiore rispetto alle faccette superiori della vertebra inferiore. Durante l’estensione le faccette inferiori della vertebra superiore scivolano inferiormente e posteriormente rispetto alle faccette superiori della vertebra inferiore. I corpi vertebrali dorsali, a differenza delle altre vertebre, sono più alti posteriormente che anteriormente, con lamine più alte che larghe. Queste differenze limitano l’estensione del tratto. Siccome la dimensione dei corpi vertebrali è maggiore rispetto le vertebre cervicali ma minore confronto quelle lombari, il disco deve sopportare carichi leggermente superiori rispetto alla media, e di conseguenza va incontro a discopatie. Il movimento laterale invece è limitato a causa delle coste. Durante questo movimento, la faccetta inferiore della vertebra superiore scivola superiormente in direzione opposta alla flessione laterale, mentre scivola inferiormente quella sullo stesso lato della flessione laterale. Clicca QUI per leggere l’articolo sui movimenti e i muscoli del tratto dorsale.

I gradi di curve fisiologiche del rachide sono: (valori normali) 36° il rachide cervicale; 35° quello toracico; 50° il rachide lombare. Valori superiori a 45° sono causa di iper-cifosi dorsale e/o iper-lordosi lombare; per valori superiori a 60°/65° si parlerà di iper-lordosi lombare. I gradi di movimento sono 35°-40° di flessione, 20°-25° di estensione, 30°-35° di rotazione e 25°-30° di di flessione laterale.

Una regola molto importante del tratto dorsale, specialmente dal punto di vista dell’anatomia palpatoria, è la regola dai “Tre” che dice:

  • da T1 a T3 il processo spinoso è allo stesso livello del corpo vertebrale;
  • da T2 a T6 il processo spinoso è mezzo livello sotto al corpo vertebrale;
  • da T7 a T9 il processo spinoso è un livello sotto al corpo vertebrale (perciò palpando il processo spinoso di T8 ci troveremo all’altezza del corpo vertebrale di T9);
  • in T10 il processo spinoso rimane un livello sotto rispetto al corpo vertebrale;
  • in T11 il processo spinoso è mezzo livello sotto al corpo vertebrale;
  • in T12 il processo spinoso è allo stesso livello del corpo vertebrale.

3. LA GABBIA TORACICA

La gabbia toracica è una struttura a forma di uovo costituita dallo sterno e dalle coste che si articolano posteriormente con le vertebre. Questa struttura ossea e muscolare serve per proteggere e sostenere il cuore e i polmoni da tutto il resto. Agli estremi della gabbia toracica ci sono due aperture: l’apertura toracica superiore e l’apertura toracica inferiore. Quella superiore è delimitata dal manubrio dello sterno anteriormente, dalla prima costa lateralmente e da T1 posteriormente. L’apertura toracica inferiore è più grande ed è delimitata dal corpo di T12 posteriormente, dalle coste e dalla cartilagine costale da T6 a T11 lateralmente e dall’articolazione xifo-sternale. Le 12 coste sono disposte in maniera tale che mentre vanno in avanti si inclinano anche verso il basso. Le cartilagini delle prime 7 coste si articolano direttamente con lo sterno (la prima, insieme alla clavicola si articola al manubrio sternale), mentre l’ottava, la nona e la decima costa si articolano direttamente con la cartilagine costale sovrastante. L’undicesima e la dodicesima sono chiamate coste fluttuanti o libere e terminano nella muscolatura della parete addominale. Lo sterno invece è un osso lungo e piatto situato sulla linea mediana del torace anteriore. È composto in tre parti: il manubrio in alto, il corpo e il processo xifoideo in basso. Sul manubrio ci sono tre aree per lato riservate alle articolazioni con le clavicole, e con le cartilagini costali della prima e della seconda costa. I margini laterali del corpo sternale ricevono le cartilagini dalla seconda alla decima costa. Il processo xifoideo è un frammento cartilagineo di forma irregolare.

4. LE ARTICOLAZIONI DEL TRATTO DORSALE

ARTICOLAZIONI VERTEBRALI

A questo punto, considerando il rachide nel suo senso verticale, individuiamo 3 colonne:

  • Una colonna formata dalla sovrapposizione dei corpi vertebrali.
  • Due colonne parallele formate dalla sovrapposizione delle apofisi articolari.

L’articolazione  tra i due corpi vertebrali è una anfiartrosi (o sinartrosi cartilaginee secondarie), costituita dai due piatti dei corpi vertebrali adiacenti e unite da un disco intervertebrale: la struttura del disco è molto caratteristica e composta da: una parte centrale definita nucleo polposo formato da fibre collagene, cellule cartilaginee e cellule connettivali privo di vasi e nervi, e una parte periferica definita anello fibroso formato da fasci fibrosi concentrici che impediscono la fuoriuscita nel nucleo polposo. Il compito del disco intervertebrale è prevalentemente quello di assorbire i carichi, soprattutto in compressione. Nel tratto dorsale i dischi appaiono più stretti e il loro spessore è di circa 7mm, circa un quarto dell’altezza dei corpi vertebrali.

L’altra articolazione che troviamo su ogni tratto è l’interapofisaria (o zigoapofisaria) anche se per ogni tratto ha proprie caratteristiche dato che dipendono dalla conformazione morfologica delle apofisi articolari. Questa è un’articolazione sinoviale del tipo delle artrodie, che quindi permetto solo movimenti di scivolamento tra i capi articolari. Ogni articolazione è completata dalla rispettiva capsula.

La stabilità, e la connessione intervertebrale è completata dagli elementi legamentosi. Dividiamo i legamenti annessi al pilastro anteriore, cioè al corpo della vertebra e i legamenti annessi all’arco  posteriore. Questa struttura è vista da molti come una terza articolazione del tipo delle sindesmosi.

Sul pilastro anteriore troviamo:

  • Legamento longitudinale anteriore, da cranio a sacro sulla faccia anteriore dei corpi vertebrali
  • Legamento longitudinale posteriore, da cranio a sacro sulla faccia posteriore dei corpi vertebrali

Sull’arco posteriore troviamo:

  • Legamento giallo, sulla linea mediana nella parte anteriore dell’arco.
  • Legamento interspinoso che si prolunga posteriormente fino a diventare sovraspinoso, tra una spina e l’altra.
  • Legamento intertrasversario, tra l’apice di ogni apofisi trasversa.
  • Legamenti capsulari, a livello della capsula nelle articolazioni interapofisarie (o zigapofisarie) che rinforzano la struttura capsulare. Ne troviamo uno anteriore e uno posteriore.

ARTICOLAZIONI DEL TORACE

L’articolazione costo-condrale è un’articolazione cartilaginea del tipo delle sincondrosi, tra l’estremo anteriore della costa e l’estremo laterale della cartilagine costale. I movimenti sono limitati ad una lieve flessione della cartilagine nel punto dove si inserisce sull’osso.

ARTICOLAZIONI STERNALI

L’articolazione manubrio-sternale anch’essa una articolazione cartilaginea (sincondrosi), ma secondaria, del tipo della sinfisi che nel 10% degli adulti può diventare sinostosi. La porzione inferiore del manubrio e quella superiore del corpo dello sterno sono ricoperte da un sottile strato di cartilagine ialina e tra di loro passo un disco fibrocartilagineo.

L’articolazione xifo-sternale collega il processo xifoideo con il corpo dello sterno tramite un’articolazione cartilaginea e una capsula fibrosa. anch’essa è classificata come sincondrosi che può ossificare diventando sinostosi.

ARTICOLAZIONI COSTALI

Le articolazioni costo-vertebrali sono delle artrodie, e si trovano tra le faccette articolari convesse della testa della costa e la faccetta articolare concava sul margine superiore del corpo della vertebra corrispondente (nona costa con T9) e con una piccola emi-faccetta sul margine inferiore della vertebra soprastante (T8 in questo caso). Le superfici articolari sono ricoperte da cartilagine ialina. Oltre alla capsula articolare esistono anche due legamenti: il legamento intarticolare, un piccolo fascio che va dalla cresta della testa costale al disco intervertebrale; il legamento radiato della testa della costa, composto da 3 fasci che si dirigono orizzontalmente dalla testa della costa verso il corpo della vertebra soprastante il fascio superiore, al disco intervertebrale il fascio medio e in basso verso la vertebra sottostante il fascio inferiore. La prima, la decima, l’undicesima e la dodicesima costa si articolano solo con un’unica vertebra, di conseguenza questi legamenti sono meno sviluppati.

Le articolazioni costo-trasversarie, anche queste artrodie, sono presenti solamente tra i processi trasversi delle prime 10 vertebre e i tubercoli delle coste corrispondenti. La faccetta articolare sul tubercolo è leggermente convessa, mentre quella sull’apofisi trasversa è concava. Oltre ad una sottile capsula articolare, sono presenti 3 principali legamenti: il legamento costo-trasversario laterale va in avanti dall’estremità laterale del processo trasverso fino al tubercolo della costa; il legamento costo-trasversario percorrono medialmente rispetto all’articolazione costo-trasversaria, ricoprendo la zona posteriore alla costa e quella anteriore del processo trasverso, arrestandosi prima del corpo vertebrale; il legamento costo-trasversario superiore è formato da due fasci, uno che va verso l’alto e in fuori dalla costa sottostante dino al processo trasverso della vertebra sovrastante, e uno che si porta in alto e in dentro sempre dalla costa sottostante e fino al processo trasverso sovrastante.

ARTICOLAZIONI STERNO-COSTALI

Sono presenti tra la superficie laterale dello sterno e la superficie mediale della cartilagine costale delle prime 7 coste. La prima cartilagine costale si articola con il manubrio ed è un’articolazione cartilaginea primaria (sincondrosi). La seconda cartilagine costale si articola tra il manubrio e lo sterno. Dalla seconda alla settima sono articolazioni sinoviali del tipo delle artrodie, circondate da una capsula fibrosa e rinforzate anteriormente e posteriormente dai legamenti radiati. Il legamento radiato anteriore porta dall’estremo mediale della cartilagine costale di ogni costa alla superficie anteriore dello sterno, come un ventaglio. Le fibre di un legamento radiato si intrecciano con quelle dello stesso legamento opposto, della costa sovrastante e della costa sottostante, creando una sorta di “coperta” sullo sterno che si fonde con le fibre tendinee del gran pettorale.

ARTICOLAZIONI INTERCONDRALI

Si trovano tra gli apici cartilaginei dell’ottava, nona e decima costa e il margine inferiore della cartilagine soprastante. Ognuna di queste articolazioni cartilaginee è circondata da una capsula fibrosa rinforzata anteriormente e posteriormente dai legamenti obliqui che ne costituiscono la sindesmosi.

[FONTI IMMAGINI: D. A. Neumann, Kinesiology of the musculosketal system. Foundations for rehabilitation, s.l., MOSBY ELSEVIER (2010), Second edition.]