La magnetoterapia

1. Introduzione

La magnetoterapia è una terapia fisica che esiste da tantissimi anni in ambito medico-riabilitativo e in tutto questo tempo ha subito delle modifiche tecnologiche che hanno permesso la sua applicazione per molti più ambiti. (se ti sei perso l’ultima terapia fisica di cui abbiamo parlato clicca QUI)

Il suo meccanismo è sicuro, è indolore e si basa sull’esposizione del corpo a campi magnetici con effetti curativi e riabilitativi, mentre i suoi principali campi di applicazione sono l’ortopedia, la traumatologia e la reumatologia.

Gli impulsi elettromagnetici agiscono sulle cellule del corpo umano, su quelle dei tessuti ossei e su quelle muscolari, andando a favorire il ripristino del loro potenziale di membrana a riposo che risulta alterato. In questo modo le cellule riprendono il fisiologico funzionamento e si riparano in maniera più rapida.

2. Effetti

Gli effetti principali della magnetoterapia sono:

  • Riduzione del dolore (analgesico e antinfiammatorio)
  • Migliorala circolazione sanguigna
  • Velocizza la calcificazione delle fratture e la cicatrizzazione delle ferite
  • Stimolazione dello scambio cellulare
  • Favorisce l’ossigenazione dei tessuti
  • Riduce i tempi di guarigione

3. Funzionamento

Nella seguente terapia fisica vengono utilizzati dei magneti che generano campi magnetici di due tipi principali:

bassa frequenza compresi tra i 5 e 100/200 Hz, chiamata magnetoterapia ad bassa frequenza. Sono quelle frequenze che stimolano l’attività biologica dei tessuti e favorisce il deposito di calcio. È utilizzata quindi soprattutto per osteoporosi e osteopenia.

alta frequenza compresi tra i 18 e 90 MHz, chiamata magnetoterapia ad alta frequenza. Sono quelle frequenze che hanno effetti analgesici e antinfiammatori. È utilizzata soprattutto per dolori muscolari, artrite, tunnel carpale, ecc..

La scelta della frequenza varia in base alle condizioni fisiche che si devono andare a trattare, le due tipologie hanno indicazioni terapeutiche diverse. La magnetoterapia a bassa frequenza è maggiormente indicata quando bisogna favorire l’assimilazione del calcio per rinforzare l’apparato scheletrico e proteggerlo da patologie come l’osteoporosi, ma anche quando è necessario stimolare la calcificazione ossea in seguito ad una frattura, in modo da velocizzarne la guarigione e diminuire i tempi di recupero. Quella ad alta frequenza è invece consigliata quando bisogna cercare di favorire la circolazione sanguigna e diminuire lo stato infiammatorio con lo scopo finale di ridurre la sintomatologia dolorosa.

Il macchinario comprende una console computerizzata, un paio di cavi che servono per il collegamento e due magneti. Il computer principale della macchina, che è costituito da un solenoide, ha la funzionalità di generare energia che tramite i cavi arriverà poi ai magneti, dove verrà generato il campo magnetico. Normalmente i magneti hanno la forma di piastre rettangolari e sono composti da una porzione in velcro.

Le nostre cellule sono in grado di generare un campo elettromagnetico in risposta ad uno stimolo meccanico e questa capacità prende il nome di effetto piezoelettrico, il quale velocizza il processo di guarigione. Le onde utilizzate da queste terapia fisica sono di tipo non-ionizzanti, non sono invasive e quindi non presentano rischi né per il paziente né per il terapista, in quanto non vengono assorbite dagli organi o dai tessuti.

Prima di iniziare le sedute di magnetoterapia, il terapista avrà il compito di inserire i dati del paziente nel computer (età, peso e altezza), che li analizzerà e si calibrerà nel modo migliore per affrontare la terapia successiva. Una volta che la macchina è stata calibrata si applicheranno i magneti sulla parte da trattare e si avvierà. Dopo essere stata avviata non occorrerà fare più niente, la macchina funzionerà autonomamente senza bisogno di alcun intervento esterno.

Una seduta ha una durata che può andare da 20 ai 30/35 minuti, e un ciclo può richiedere dalle 10 alle 30 sedute. Per terapie più lunghe può essere utilizzata anche nel letto durante il sonno.

Questa terapia fisica presenta il vantaggio che la si può comodamente utilizzare anche a casa grazie al fatto che la si può noleggiare, ma prima occorre sempre la supervisione di un professionista del settore in modo da impostare la macchina in maniera corretta per l’utilizzo casalingo successivo. Inoltre, come già detto in precedenza, non ha alcun effetto collaterale, non è dolorosa, non è invasiva ed è molto sicura.

La magnetoterapia ricordiamo che è particolarmente indicata per i seguenti casi:

–  Osteoporosi

–  Fratture e ritardi nella consolidazione ossea

–  Artrite, osteoartrite, periartrite, pseudoartrosi

–  Sindrome del  tunnel carpale

–  Reumatismi articolari o dolori articolari

–  Fibromialgia

–  Lesioni cartilaginee

–  Lesioni cutanee, piaghe da decubito, ustioni e edemi

–  Protesi articolari

–  Borsite, tallonite, epicondilite, cervicalgia, lombalgia e lombo sciatalgia

Oltre alla magnetoterapia ad alta e bassa frequenza, esiste anche quella statica che si effettua applicando direttamente uno o più magneti (che esistono anche sotto forma di cerotto) sulla parte da trattare.

4. Nuove tecniche di magnetoterapia

Le più recenti applicazioni sfruttano nuovi sistemi che agiscono su altri sintomi, vengono utilizzati in questi casi dei materassini che emettono campi magnetici ad una frequenza con intensità bassissima ( 50 microtesla) e agiscono sulla microcircolazione creando una vaso mozione. In questo tipo di terapia il soggetto si distende su questo lettino e si sottopone alla terapia. In questo caso l’effetto è totale, infatti non è solo una parte del corpo che si sottopone alla terapia, ma è tutto il corpo, che tramite delle fasce del macchinario, subisce l’effetto desiderato cioè l’aumento del microcircolo del corpo. Ha un effetto sia sul sistema circolatorio, sia sull’apparato muscolo-scheletrico che sulle strutture nervose.

Allo stesso modo lo si può fare anche in maniera diversa, applicando una frequenza di intensità altissima (2,5 tesla), e in questo caso si andrà ad ottenere un effetto efficace contro il dolore stimolando sempre il ripristino dell’attività cellulare, velocizzando i tempi di recupero. Questa modalità permette di stimolare maggiormente l’apparato muscolare, soprattutto in seguito a un trauma o ad un trattamento chirurgico che ha costretto la zona del corpo ad un periodo di immobilizzazione prolungato. Si va ad agire quindi sul metabolismo del tessuto.  

5. Controindicazioni

Anche se è un tipo di trattamento non invasivo tale terapia fisica è controindicata in alcuni casi come per soggetti portatori di pacemaker o di un defibrillatore cardioverter portatile, in quanto i campi magnetici potrebbero interferire con il corretto funzionamento del dispositivo che controlla il funzionamento del cuore. Inoltre non è indicata per donne incinte, perché potrebbero causare delle anomalie fetali e comprometterne lo sviluppo.