Il midollo spinale

1. STRUTTURA DEL MIDOLLO SPINALE

La parte centrale del midollo spinale è costituita da fibre nervose e corpi cellulari che appaiono grigi in sezione trasversale (sostanza grigia). La parte esterna, invece, è costituita da assoni ricoperti di mielina, che conferisce a questa zona un colore bianco (sostanza bianca). Il midollo spinale si proietta dorsalmente e ventralmente tramite estensioni di sostanza grigia, i corni dorsali (posteriori) e i corni ventrali (anteriori). Tra questi due corni vi è un altro piccolo corno: il corno laterale.

Un insieme di corpi cellulari, nella sostanza grigia, forma una protuberanza distinta e rotondeggiante chiamata ganglio, mentre l’unione di assoni raccolti nel SNC (sostanza bianca) prende il nome di fascio. Quindi si può dire che il midollo spinale è un cavo lungo e spesso costituito da tantissimi assoni disposti longitudinalmente che circondano un nucleo centrale di sostanza grigia. La sua lunghezza è di circa 45 cm e si estende dalla zona cervicale fino a quella lombare superiore, da dove poi inizierà la cauda equina. La sua larghezza non è uguale per tutta la sua lunghezza, ma è maggiore sotto l’estremità cefalica e vicino a quella caudale. Queste due espansioni si trovano nelle regioni del midollo spinale responsabili delle innervazioni degli arti superiori (la prima) e i quelli inferiori (la seconda). In queste due zone, chiamate rigonfiamenti cervicale e lombare, si trova un maggior numero di corpi cellulari e di assoni.

Per proteggere il SNC (sistema nervoso centrale) dagli insulti meccanici esterni, esso è circondato da tre membrane che costituiscono le meningi, ed è immerso nel liquido cerebrospinale (scorre tra i tralicci dell’aracnoide e riempie lo spazio subaracnoideo). La membrana più esterna è la dura madre uno strato fibroso e robusto. Tra il legamento giallo e proprio la dura madre si forma una spazio chiamato spazio epidurale utilizzato proprio per la puntura di anestesia omonima. Lo strato più interno prende il nome di pia madre una sottile membrana trasparente che ricopre l’intera superficie del midollo. Tra questi due strati si sviluppa la terza membrana: l’aracnoide, una membrana lucida che riveste la superficie interna della dura madre. Vi è uno spazio tra l’aracnoide (collegata alla dura madre) e la pia madre che prende il nome di spazio subaracnoideo. In questo spazio si estendono ad intreccio dei filamenti, come una ragnatela (da qui il nome aracnoide), che collegano la dura madre e l’aracnoide con la pia madre. In questo spazio, inoltre, sulla parete laterale del midollo, si estendono 21 coppie di legamenti che collegano la pia madre con il sacco durale.

2. NERVI SPINALI

Fuori dal rachide il midollo spinale forma gli elementi del sistema nervoso periferico, mentre all’interno il nervo spinale è connesso al midollo tramite le radici spinali (ventrali e dorsali). La radice ventrale è costituita principalmente da fibre motorie, mentre la radice dorsale è formata per la maggior parte da fibre sensitive. Queste due radici si uniscono a livello del foro intervertebrale formando il nervo spinale. Ogni nervo spinale contiene sia fibre sensitive sia fibre motorie. Poco dopo l’uscita dal forame, il nervo spinale si divide in ramo primario dorsale e ramo primario ventrale. I primi sono diretti posteriormente, dove le fibre sensitive e motorie innervano la cute e i muscoli estensori di collo e tronco. I rami ventrali invece, eccetto quelli della regione toracica, contengono fibre nervose che prendono parte per la costituzione dei plessi nervosi.

Ci sono 31 paia di nervi spinali che prendono il nome della vertebra con la quale sono in rapporto: vi sono 8 nervi cervicali, da C1 a C8 (si trova sotto la vertebra C7), 12 toracici, da T1 a T12, 5 lombari, da L1 a L5, 5 sacrali, da S1 a S5, e un paio di nervi coccigei (Co1).

Durante lo sviluppo fetale si assiste ad una differenza tra la crescita del midollo spinale e quello del rachide, per cui quest’ultima diventa sostanzialmente più lunga rispetto alla prima. Il sacco durale aumenta per compensare questa disparità fino a terminare la sua corsa a livello di L1-L2. Nonostante questa disparità i nervi spinali mantengono i rapporti stabiliti in origine e continuano ad allungarsi fino ad arrivare al coccige. Questa organizzazione degli ultimi nervi spinali (Gli ultimi 3 lombari; i 5 sacrali e 1 coccigeo), prende il nome di cauda equina. In questa zona ogni radice nervosa è avvolta dalla propria pia madre ed è bagnata dal liquido cerebrospinale.

3. VASCOLARIZZAZIONE

La vascolarizzazione del SNC deriva dalla carotide interna e dalle arterie vertebrali. Proprio le arterie vertebrali perforano il sacco durale ed entrano nello spazio subaracnoideo, appena sopra C1 per poi unirsi sulla linea mediana davanti al midollo allungato (o bulbo), fino a formare l’arteria basilare che prosegue verso l’alto davanti al ponte (di Varolio). Ogni arteria vertebrale genera a sua volta un’arteria spinale anteriore, che prosegue obliquamente verso il midollo spinale, e un’arteria spinale posteriore, che scendendo in direzione postero-laterale rispetto al midollo, rifornendo queste zone. Queste arterie sono “rinforzate” da piccoli vasi che viaggiano lungo le radici spinali.

[FONTI IMMAGINI: D. A. Neumann, Kinesiology of the musculosketal system. Foundations for rehabilitation, s.l., MOSBY ELSEVIER (2010), Second edition.]