Gli esami diagnostici in ortopedia

A supporto dell’esame obiettivo, fondamentale per qualsiasi operatore della riabilitazione in ortopedia, si può usufruire anche degli esami diagnostici. La cosa fondamentale degli esami strumentali è la capacità di saper utilizzare le varie informazioni che derivano dalle varie tipologie ed essere in grado di intrecciarle per avere una migliore e più semplice diagnosi. Tra questi troviamo:

  1. Radiografia standard;
  2. TAC Tomografia Assiale Computerizzata;
  3. RMN Risonanza Magnetica Nucleare;
  4. Scintigrafia;
  5. Ultrasonografia (es. ecodoppler).

1) RADIOGRAFIA STANDARD

Può essere considerato come un esame di primo livello, una radiografia è il negativo di una struttura che viene attraversata da un fascio di elettroni (radiazioni). Questo fascio di elettroni attraversa un oggetto e a seconda della densità di quell’oggetto gli elettroni vengono fermati, l’oggetto si frappone al passaggio degli elettroni, mentre altri sono liberi di raggiungere la lastra sensibile che viene impressionata e si crea l’immagine radiografica con colori che vanno dal nero al bianco. Il colore bianco corrisponde alla materia che gli elettroni non sono riusciti ad oltrepassare, quindi tessuti con una densità maggiore (osso), il colore grigio corrisponde ai tessuti molli, cute, muscoli in parte resistenti al passaggio di elettroni. Infine, il colore nero corrisponde all’area dove gli elettroni sono stati liberi di passa e andare a impressionare la lastra sensibile, quindi tutti gli spazi in cui non c’era materia frapposta (ad esempio la cartilagine è radio-trasparente). Dal punto di vista fisico anatomico una radiografia non è altro che una rappresentazione in due dimensioni di un oggetto tridimensionale, per cui per comprendere al meglio l’anatomia dell’oggetto è sempre necessario effettuare radiografie nelle due (antero-posteriore e lateralità) o più proiezioni. Quando si osserva una radiografia è importante saper riconoscere l’anatomia del distretto, la proiezione utilizzata e l’età scheletrica di un paziente. Inoltre, è importante saper riconoscere la morfologia delle strutture nelle radiografie per poter comprendere le caratteristiche delle ossa esaminate, le caratteristiche della radiografia e riuscire ad associare l’immagine alla sintomatologia che presenta il paziente.

2) TAC

La TAC funziona come una serie di radiografie che vengono elaborate poi da un computer e permettono la ricostruzione bi- e tridimensionale degli oggetti che vengono attraversati da questo fascio di elettroni. Il vantaggio di questo è che permette di vedere bene le strutture scheletriche, le strutture vascolari. La TAC esegue scansioni ripetute di spessore di pochi millimetri e ci consente di avere un’immagine esaustiva sull’aspetto morfologico dell’osso e delle parti molli.

3) RMN

La RMN è una tecnica strumentale completamente differente che si avvale dell’utilizzo di un campo magnetico, più è alto questo campo magnetico generato dal macchinario maggiore sarà la definizione dell’immagine. Questo macchinario lavora sull’orientamento dei protoni che sono contenuti nei tessuti, quindi i tessuti che hanno una maggiore densità protonica (i tessuti a più alto contenuto idrico, come ad esempio le cartilagini) hanno un segnale di risonanza molto differente da quello che ha un tessuto povero d’acqua come può essere ad esempio il tessuto osseo. Quindi la RMN è più utile per valutare il tessuto cartilagineo, i tessuti molli e i muscoli e per valutare la presenza di edema (materiale infiammatorio ad elevata densità protonica) all’interno dell’osso. Inoltre, ha un altro limite che è la risoluzione dell’immagine, più bassa rispetto alle precedenti, questo è dato da un fattore tecnico, in quanto la RMN fa dei tagli di immagine ogni circa 5-6mm mentre la TAC arriva anche a 0.1mm. Quindi, è molto utile nello studio della colonna per capire il rapporto tra le vertebre e il midollo spinale e i dischi intervertebrali.

4) SCINTIGRAFIA

La scintigrafia è utilizzata nella ricerca e nello studio di tumori. Essa si basa sulla somministrazione per via endovenosa di radio farmaci debolmente radioattivi i quali vengono captati dai diversi organi, dev’essere somministrato quello specifico per l’organo da studiare. Una volta somministrato si attende il periodo di tempo ideale per l’assorbimento che varia in base all’organo. A questo punto si procede ponendo il paziente sotto una gamma camera in grado di registrare le radiazioni emesse. Viene poi tutto raccolto e elaborato a livello di un computer, in grado di offrire, in base ai dati raccolti, lo stato di una determinata funzione di un determinato organo (es. funzione secretoria del rene). In ambito ortopedico è utilizzata soprattutto per la sua capacità di fissazione a livello osseo e alla sua capacità di informare sullo stato del metabolismo osseo e sulla presenza di eventuali lesioni (e la loro natura se benigno o maligna).

5) ULTRASONOGRAFIA

È anche detta ecografia, è una metodica non invasiva basata sull’utilizzo di ultrasuoni, permette di osservare bene i muscoli, le fasce, i tendini, i legamenti. Preferibilmente si osservano zone superficiali, mentre l’osso è meno visibile, è in grado di distinguere bene le cavità piene di liquido. Tra i limiti abbiamo le immagini poco definite e il fatto di essere operatore-dipendente, quindi le immagini prodotte sono soggette all’interpretazione dell’operatore e dalla sua esperienza e ciò che vede in quel preciso istante. Tra i pro invece ci sono i bassi costi. Può essere utilizzata per lussazioni congenite dell’anca, nelle lesioni traumatiche di legamenti, tendini, muscoli e per rintracciare neoplasie. Un’ultima funzione è quella dell’ecodoppler, ossia l’esame dei flussi sanguigni all’interno di un vaso sanguigno, per la valutazione di trombosi e di impedimenti nei flussi vascolari.