Analisi infortuni post lockdown Serie A

1. Introduzione

Questo articolo nasce dalla nostra curiosità riguardo alla distribuzione degli infortuni muscolari, articolari o contusivi nel campionato di Serie A maschile nel periodo post lockdown.

Questa situazione eccezionale di emergenza sanitaria mondiale ha fatto sì che per tre mesi di pausa completa i calciatori fossero obbligati all’allenamento individuale presso le proprie abitazioni, da Marzo a Maggio. La settimana dell’11 Maggio, le squadre hanno cominciato, prima con allenamenti individuali, poi a gruppetti ed infine al completo, una preparazione fisica di circa un mese. Questo è servito in quanto il campionato di Serie A è ricominciato in data 20/06, con alcuni recuperi, mentre per tutte le squadre ufficialmente il 22/06.

Lo scopo della nostra ricerca è stato quello di cercare di evidenziare la distribuzione degli infortuni ed eventualmente notare se ci fossero degli aumenti rispetto alle normali stagioni. Questo ci ha incuriosito soprattutto per il fatto che normalmente durante il campionato, a parte le poche settimane in cui vengono programmati dei turni infrasettimanali, si gioca una volta ogni 7 giorni. Mentre in questo caso, obbligati dai tempi ristretti, le partite sono state distribuite circa ogni 3 giorni. Tutto questo avrà inciso sugli infortuni?

Nella nostra ricerca abbiamo suddiviso gli infortuni in tre macro-aree, ossia gli infortuni muscolari, gli infortuni articolari (legamentosi, capsulari, a danno delle borse) e gli infortuni traumatici/contusivi. Da qui poi abbiamo analizzato la suddivisione tra le squadre, prendendo in considerazione le statistiche ufficiali dei km percorsi in media da ogni squadra per poter rilevare alcuni collegamenti. Abbiamo anche ricercato eventuali differenze tra i vari ruoli e quali potessero essere quelli più a rischio, oltre ad altre statistiche interessanti. Ma non perdiamoci in chiacchiere e vediamo cosa abbiamo ottenuto…

2. Visione d’insieme

Innanzitutto, il campionato di Serie A TIM è composto da 20 squadre, il calendario si compone di 38 partite, 19 gare d’andata e 19 gare di ritorno. Nella stagione 19/20 la prima partita è stata giocata il 24 Agosto 2019, per ragioni sanitarie il campionato è stato sospeso ufficialmente il 9 Marzo 2020 con la partita tra Sassuolo e Brescia. Dopodiché la stagione è ripresa ufficialmente il 20 Giugno 2020, con un calendario che prevedeva le 12 giornate rimanenti con un’alternanza di circa 3 giorni tra una giornata e l’altra. Tutto questo è stato reso possibile dall’introduzione di un ordinamento che prevedesse l’autorizzazione per gli atleti ad allenarsi prima individualmente, poi a piccoli gruppi e alla fine in gruppo completo, a partire dal 11 Maggio 2020.

I giocatori che compongono le varie rose della lega questa stagione sono stati 568 (fonte: www.transfermarkt.it). I giorni di attività pre lockdown sono stati 199, quindi circa 8 mesi, mentre quelli post lockdown 84, circa 4 mesi. Perciò abbiamo voluto osservare se ci potessero essere delle conseguenze a questo minor tempo a disposizione per poter portare a termine la stagione, calendarizzando per ogni squadra una partita ogni circa 3 giorni.

Per prima cosa abbiamo osservato che gli infortuni che i giocatori della lega hanno subito prima dello stop imposto dall’emergenza sanitaria sono stati 110, mentre nei quattro mesi di ripresa del campionato (dalla preparazione atletica di Maggio alla fine del campionato ad Agosto), gli infortuni sono stati 91.

Da questo abbiamo quindi osservato che il tasso di incidenza al mese nel periodo post lockdown è quasi raddoppiato. Infatti, negli otto mesi precedenti il tasso di incidenza di infortuni di qualsiasi natura ogni mese era del 2,4%, mentre è salito al 4% in periodo post lockdown.

Come si può osservare dalla “figura 1”, la quale riguarda il periodo post lockdown, i 91 infortuni si distribuiscono in questo modo:

Figura 1
  • Circa il 66% riguarda infortuni muscolari, i quali sono 60 infortuni su 91 totali;
  • Il 24% è rappresentato da infortuni traumatici, tra i quali abbiamo inserito tutti quei traumi contusivi senza l’interessamento di parti articolari, legamentose. Di questi ne abbiamo riscontrati 22;
  • Infine, il 10% circa rappresenta gli infortuni articolari, ossia le lesioni a carico di legamenti, strutture tendinee, capsule e borse. Di questa tipologia di infortunio sono stati contati 9 casi.

Dopodiché abbiamo cercato di osservare la distribuzione degli infortuni nelle varie squadre per confrontarle con alcune statistiche ufficiali della lega Serie A TIM sui km percorsi di media dalle squadre e sui giocatori che hanno subito più falli durante la stagione.

Figura 2

Da questa analisi è scaturito quanto osservabile nella “Figura 2” qui di seguito. La squadra con più infortuni totali è stata l’Hellas Verona con 9 infortuni totali durante il periodo post lockdown, è stata la squadra anche con più infortuni muscolari nello stesso periodo (8). Mentre per quanto riguarda gli infortuni legamentosi sono distribuiti equamente tra 9 squadre (1 caso in ogni squadra in cui si trova una striscia verde nella figura sopra). Infine, per quanto concerne gli infortuni traumatici la squadra che ne ha subiti di più è stata il Lecce con tre casi sui 5 totali.

La distribuzione degli infortuni all’interno del periodo post lockdown è stata raffigurata nella “Figura 3”.

Figura 3

Si può notare che la maggior incidenza di infortuni c’è stata all’interno della settimana che va dal 29/06 al 05/07 con ben 20 infortuni sui 91 totali (circa il 22% del totale), come si può osservare la curva di distribuzione si è alzata fino a raggiungere il picco in quella settimana per poi discendere ed avere un altro picco, di minore importanza tra il 20 e il 26/07 con 12 casi totali.

Successivamente abbiamo catalogato ogni singola classe di infortunio (muscolare, articolare/legamentoso e traumatico) in base al ruolo del giocatore che lo ha subito. Dai dati raccolti emergono due significative statistiche. La prima, si nota negli infortuni traumatici, la quale oltre ad essere l’unica categoria di infortuni che ha tra i giocatori infortunati anche i portieri (è noto che questo ruolo espone tutte le zone corporee a rischio di contusioni ed altri tipi di traumi), si può osservare dal grafico che sono i difensori quelli più a rischio di infortuni traumatici, questo anche perché il loro ruolo presuppone che difendano la porta con tutte le forze possibili, anche a rischio di farsi male.

Il secondo dato che salta subito agli occhi lo notiamo negli infortuni muscolari, dove a “dominare” questa classifica sono i centrocampisti seguiti in ordine da difensori e attaccanti. Ora, se compariamo questo dato con quello dei giocatori che hanno percorso in media più Km in questa stagione di serie A, notiamo che prima di trovare un giocatore che NON sia un centrocampista dobbiamo arrivare vino al 27° posto (occupato da Giovanni di Lorenzo). In testa a questa classifica troviamo invece Marcelo Brozovic con 12.256 Km di media. Questo dato non ci fornisce la sicura correlazione con gli infortuni muscolari, ma sicuramente è un fattore da tenere in considerazione assolutamente. Infine, per quanto riguarda gli infortuni legamentosi, anche qui i difensori fanno da padroni, ma senza particolari evidenze statistiche.

3. Infortuni muscolari

Per quanto riguarda gli infortuni di natura muscolare abbiamo voluto dividere in tre macro-aree la categoria:

  1. Affaticamenti, risentimenti e contratture: infortuni di lieve entità senza interessamento delle fibre muscolari;
  2. Stiramenti ed elongazioni: infortuni di entità maggiore, con un allungamento eccessivo della fibra muscolare;
  3. Distrazioni o strappi: infortuni di entità superiore con lesione della fibra muscolare, da poche fibre interessate (1° grado) fino allo strappo.

Il numero totale di infortuni muscolari post lockdown è stato di 60 casi, mentre negli otto mesi precedenti all’emergenza sanitaria i casi erano stati 41. Per cui si può osservare come il tasso di incidenza sia praticamente triplicato, passando da uno 0,9% al mese nel periodo prima del lockdown, ad un 2,6% al mese nel periodo dopo il lockdown.

a) AFFATICAMENTI: per quanto riguarda i casi di minore entità, in cui non c’è un interessamento delle fibre muscolari, il numero totale di casi è stato di 17, quindi il 28% del totale degli infortuni muscolari. Il periodo di riposo più lungo è stato di 21 giorni del calciatore della Juventus Higuain e del Cagliari Pereiro, mentre il periodo più breve trascorso tra l’infortunio e il rientro è di 5 giorni da parte di tre calciatori (Amrabat, Adjapong e Zaniolo). In media i giocatori che hanno subito questo tipo di infortunio sono rimasti a riposo per circa 11 giorni, con una moda di 5 giorni e una mediana di 11 giorni.

b) STIRAMENTI: per quanto riguarda questi infortuni in cui c’è un allungamento superiore alla norma di una fibra muscolare, il numero totale dei casi è di 10, il 17% del totale circa. Il caso che ha impiegato più giorni per il rientro è stato Santander del Bologna con 27 giorni totali, mentre quello che ha trascorso il minor numero di giorni ai box è stato Cristian Romero del Genoa con 12 giorni totali. In media per questo tipo di infortunio i giocatori sono rimasti a riposo per circa 19 giorni, con una mediana di 17 giorni.

c) LESIONI MUSCOLARI: questo è il tipo di infortunio in cui c’è un interessamento diretto delle fibre, le quali si lesionano. In questi casi ci sono tre gradi di lesione, dal più lieve dove solo poche fibre sono interessate fino al terzo in cui c’è uno strappo completo. Il numero totale di casi di questo genere è stato di 33 (circa il 55% del totale), con un massimo di 50 giorni di riposo ed un minimo di 8 giorni di riposo. La media di giorni di riposo è stata di 24 giorni circa, una moda di 17 giorni ed una mediana di 20 giorni.

Per quanto riguarda le lesioni di I° grado sul totale occupano il 20%, sono 11 casi totali. Il tempo massimo di riposo è stato di 28 giorni del calciatore Obiang del Sassuolo e il minimo 8 giorni di Gagliolo del Parma. In media i giocatori colpiti da questo infortunio hanno riposato per circa 19 giorni.

Le lesioni di II° grado sono state in totale 4 (12% del totale), con un massimo di 50 giorni di riposto (Manolas – Napoli) ed un minimo di 36 giorni (Ibrahimovic – Milan). In media per questo genere di infortuni i giorni di riposo prima del rientro in campo sono stati 44,5.

Abbiamo approfondito gli infortuni muscolari ricercando e dividendo gli infortuni in base alla zona di interesse, raggruppandole in 4 regioni principali: coscia anteriore, coscia posteriore, regione adduttoria e gamba.

Da questo approfondimento è scaturito che la zona maggiormente interessata da infortuni di natura muscolare è senza dubbio la regione posteriore della coscia, la regione degli hamstring (bicipite femorale, semitendinoso e semimembranoso). Ma il primo premio se lo aggiudica senza dubbio bicipite femorale con ben 13 casi di lesione su 23 che hanno interessato la regione posteriore della coscia.

4. Infortuni tendinei/legamentosi

Questa categoria prende in considerazione i traumi articolari, con coinvolgimento di legamenti, tendini e/o borse articolari. Anche qui le lesioni possono andare da una semplice infiammazione o stiramento di un legamento, alla sua lesione totale. Nel grafico che segue si può osservare come l’articolazione più colpita sia il ginocchio, che nel calcio viene considerato come un evento di normale amministrazione, dato che la zona più sollecitata e di conseguenza esposta ad infortuni e il ginocchio, seguito a ruota dalla caviglia. Uno studio effettuato nei primi anni 2000 dimostrava come le lesioni legamentose e non colpivano per il 13,5% l’articolazione del ginocchio e per l’11,2% la caviglia.

Se consideriamo tutti gli infortuni articolari/legamentosi nel periodo post-COVID19, da quelli più lievi a quelli più gravi (ad esclusione di quei calciatori che hanno concluso anticipatamente la loro stagione: Mandragora, Musacchio, Baselli, Gollini), si nota che in media il giocatore passa 19,4 giorni fuori dal campo. Tonelli è il giocatore, ad esclusione dei precedenti, che ha trascorso più tempo per recuperare dall’infortunio (28 giorni).

5. Infortuni traumatici

Come abbiamo già detto precedentemente, questa classificazione è l’unica che tra i suoi dati segna anche i portieri. Data la pericolosità quotidiana di questo ruolo, i traumi possono avvenire durante le partite o anche in allenamento, come è successo a Pau Lopez per una parata troppo “fiacca” in allenamento che gli ha causato una microfrattura del polso; da segnalare che questo è stato il 1° infortunio post-coronavirus. Tra le zone più colpite, oltre alle solite, spicca il cranio con 4 infortuni, in particolare l’arcata sopraccigliare e il setto nasale.

Gli infortuni presi in considerazione vanno da una semplice contusione alla frattura vera e propria, e tralasciando i giocatori che per questi traumi hanno concluso la loro stagione 2019/2020 anticipatamente (Pellegrini Luca, De Silvestri, Deiola e Pellegrini Lorenzo), in media in giocatori rimanevano fermi ai “box” per 15,8 giorni.

Il giocatore che ha saltato più partita a causa di un infortunio traumatico è stato il portiere della Lazio Strakosha con 39 giorni fuori dai campi, a causa di una frattura da stress del 5° metatarso.

6. Conclusioni

Concludendo, quindi, sicuramente dopo il lockdown vista la preparazione ristretta, i due mesi passati nelle proprie abitazioni da parte dei giocatori, con allenamenti prettamente di palestra, senza considerare il terreno di gioco e i movimenti specifici della partita, il numero di infortuni è aumentato. Questo sicuramente è stato influenzato anche dall’intenso calendario che prevedeva tante partite in un tempo più ristretto rispetto alla normalità.

Il tipo di infortunio maggiormente in aumento è stato, come ci si poteva aspettare, quello muscolare, con un’incidenza maggiore in giocatori che macinano un numero maggiore di km, i centrocampisti. Quindi, sicuramente non ci stupisce l’aver visto aumentare l’incidenza di infortuni in generale, ne tantomeno l’aver visto che la maggior parte di questi è di tipo muscolare.